Allarme furti nell’Alta padovana, nove chiamate al 112 in poche ore: i Comuni accelerano sul controllo di vicinato

Martedì 2 dicembre a San Giorgio in Bosco una serata pubblica dedicata alla sicurezza. Bisarello: «La gente è stanca e spaventata»

Silvia Bergamin
Una casa razziata dai ladri nell'Alta padovana
Una casa razziata dai ladri nell'Alta padovana

 

Un’altra notte di allarmi, porte forzate e pattuglie in movimento. Mercoledì sera il 112 ha ricevuto una raffica di chiamate dalla parte nordorientale della provincia: nel solo Camposampierese i carabinieri della compagnia di Cittadella sono dovuti intervenire nove volte, in poche ore, per furti o tentativi di effrazione.

Un numero che fotografa l’ennesima impennata di episodi e che conferma l’allarme già percepito da residenti e amministrazioni.

Le pattuglie sono state intensificate, ma dal comando si rinnova l’appello alla prudenza: segnalare subito vetture sospette o sconosciuti che si aggirano in zone residenziali permette interventi tempestivi.

La tensione cresce soprattutto nei centri dell’Alta, dove i colpi si susseguono ormai con cadenza quotidiana, spesso nelle fasce pomeridiane o nelle prime ore della sera.

A San Giorgio in Bosco il sindaco Nicola Pettenuzzo non nasconde la preoccupazione: «In queste settimane i furti stanno aumentando e invito tutti alla massima attenzione. Si verificano episodi giornalieri, numeri importanti che non possiamo ignorare».

Il Comune, insieme alle forze dell’ordine, ha deciso di puntare anche sulla prevenzione: martedì, in municipio, si terrà una serata pubblica dedicata alla sicurezza, con la presenza di polizia locale e carabinieri.

«Vogliamo fornire consigli pratici e creare un fronte unito», spiega il sindaco, «senza scatenare allarmismi ma agendo con prudenza e coordinamento».

L’iniziativa, seguita dal consigliere delegato Pietro Fabris, intende rafforzare collaborazione e consapevolezza tra i cittadini. La stessa esigenza di organizzazione e presidio arriva da Campo San Martino, dove l’assessore Marco Bisarello racconta un clima sempre più pesante: «Da tempo i cittadini segnalano furti e intrusioni. Anch’io, per due volte, ne sono stato vittima. La situazione è molto preoccupante».

Il Comune ha accelerato sull’adesione al protocollo di controllo di vicinato con la Prefettura: «La delibera è stata approvata», sottolinea Bisarello, «ora attendiamo la firma. Seguirà un incontro pubblico per chi vorrà partecipare. La gente chiede maggiore sicurezza. Siamo stanchi».

L’amministrazione punta così a creare una rete di segnalazioni rapide, capace di fungere da deterrente e supporto alle pattuglie. Intanto, nelle case prese di mira, resta il disagio di chi torna e trova porte sfondate e cassetti rovesciati. È il caso di Amelio Toniolo, residente in via Persegara a Lobia di San Giorgio in Bosco. «Martedì, verso le 18, un vicino mi ha telefonato dicendo di aver visto due persone sospette aggirarsi tra le abitazioni. Sono corso a casa e ho trovato una finestra sul retro rotta».

Una volta dentro, la conferma del passaggio dei ladri: «Alcune stanze erano sottosopra, altre no. Probabilmente sono stati disturbati. Non teniamo soldi in casa: hanno portato via il fermaglio in oro di una collana». Nel seminterrato, gli intrusi hanno aperto tutti i cassetti, lasciando gli attrezzi da lavoro.

«Ieri mattina abbiamo presentato denuncia». Una sequenza di episodi che mette in ginocchio un territorio abituato alla tranquillità, e che ora cerca risposte rapide e coordinate. Le amministrazioni rilanciano appelli, incontri e strumenti di prevenzione.

Ma la sensazione è che l’ondata non sia destinata a placarsi a breve e che serva un impegno collettivo per non lasciare sole le comunità più esposte. 

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