Assassinio dell’amore all’Ikea

Quarto romanzo per l’infermiera e scrittrice trevigiana Giovanna Zucca

TREVISO. Lei si definisce cacciatrice e spacciatrice di storie e un po’ è così vista la capacità di variare genere e ambientazione. Infermiera e scrittrice trevigiana, Giovanna Zucca sarà in libreria la prossima settimana con il suo nuovo romanzo, il quarto in cinque anni. Dopo “Mani calde” ambientato nel mondo ospedaliero, dopo il fantasioso e surreale “Guarda c’è Platone in TV” e dopo un romanzo storico come “Una carrozza per Winchester. L’ultimo amore di Jane Austin” ecco, sempre edito da Fazi, il quasi giallo “Assassinio all’Ikea. Omicidio fai da te”.

In realtà, aldilà del mutare di genere, rimane in tutti i libri di Giovanna Zucca la voglia di provare a raccontare i sentimenti non detti e non dicibili e anche l’amore per le storie da leggere di un fiato, con curiosità e affetto per i personaggi. L’Ikea del titolo è quella di Padova, reparto camere da letto, e lì avviene l’omicidio intorno a cui il libro ruota. Ed è questa la chiave: l’omicidio è il centro ma non il fine del racconto di Giovanna Zucca, che invece analizza con benevola ironia due strane coppie alle prese con la vita, più una piccola serie di comprimari dai tratti marcati.

La prima coppia è composta da due amiche per la vita, quelle che condividono tutto dall’infanzia alla vecchiaia, un sentimento inossidabile, per certi versi più forte dell’amore che porta a condividere tutto, anche quando non si comprende. L’altra, più tradizionale, è quella tra commissario e giovane ispettrice, con uno scontro di caratteri che è anche allegro scontro di culture. Il morto assassinato è un bancario, storico amante di una delle due amiche e l’intera vicenda ruota intorno al sospetto per un delitto che da subito appare stranamente non cruento, non drammatico, anche se per un po’ le televisioni ci ricamano sopra.

Le due coppie si muovono in una Padova invernale, tra le piazze, la questura e Prato della Valle, un piccolo reticolo in cui si reiterano gli incontri e le vite si incrociano così come il racconto che alterna il punto di vista di una delle due amiche con quello della giovane poliziotta. Il tono è leggero, a tratti umoristico, anche se in fondo c’è un vero e proprio giallo, che non riguarda però il morto, ma i sentimenti. O meglio un sentimento che sta al centro del racconto e non è l’amore, ma la scomparsa dell’amore, la possibilità cioè che sentimenti fortissimi all’improvviso vengano annientati, annullati, senza lasciare traccia. Morti inspiegabili. (n.m.i.)

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