Il giudice Pavone «Sky non celebra Felice Maniero
VENEZIA. «Non ho visto nessuna deificazione di Felice Maniero, che era e rimane un criminale». Francesco Saverio Pavone, giudice del Tribunale di Venezia, mette fine alle polemiche sorte intorno alla messa in onda di ’Faccia d’Angelò, la fiction ispirata alle vicende della Mala del Brenta e del boss Felice Maniero, in onda ieri sera e lunedì 19 marzo su Sky Cinema 1 HD. «Sono polemiche inutili - ha detto a Sky Tg24 Pavone, che all’epoca dei fatti coordinò le indagini sulla Mala del Brenta -. Non c’è nessuna celebrazione, ma una ricostruzione dei fatti. Si è ripercorsa la storia sua e della banda in maniera efficace per far capire il fenomeno della banda del Brenta. Parlare di quel periodo criminale non credo che offenda chi purtroppo ne ha subito le conseguenze. E il fatto che si concluda con l’arresto di Capri è la dimostrazione che il delitto non paga». Secondo il giudice, «anche Campolongo Maggiore non può ritenersi offeso se ha dato i natali a Maniero. A Campolongo la sua villa è stata anche sequestrata, insomma a mio avviso queste polemiche sono fatte da persone che non hanno visto il film, sono polemiche a vanvera».
Il giudice è intervenuto anche nell’approfondimento Sky TG24 Pomeriggio, dedicato anche alla miniserie, e ha espresso apprezzamento per «un racconto ben articolato che dà l’idea - sebbene per flash - di quelle che sono state le caratteristiche della banda». Fu proprio Pavone, che seguì le indagini fin dall’86, a configurare per l’organizzazione criminale l’accusa di associazione di stampo mafioso e ad emettere il mandato di cattura per Maniero. Oltre alla storia romanzata del boss, raccontata dalla fiction, Sky ha proposto ieri sera anche il documentario “La Mala del Brenta - La vera storia”, trasmesso dalle 22.40 su History per raccontare cosa accadde in quel ventennio in Veneto e il lavoro degli inquirenti per smantellare una delle più efferate organizzazioni criminali italiane.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








