Infiltrazioni d’acqua e degrado Sos per il ponte della Libertà

LIMENA
Qual è lo stato di salute del ponte della Libertà che congiunge le due sponde del fiume Brenta di Limena e Vigodarzere? A domandarselo è l’associazione CreativaMente di Vigodarzere, che ha chiesto alla Provincia di Padova il suo stato di sicurezza. La preoccupazione è legittima, visti i recenti tragici episodi, ma l’associazione aveva richiesto informazioni già prima del crollo del ponte Morandi a Genova.
La lettera, infatti, risale all’inizio dell’anno: ebbene il ponte (che risale al 1955) presenta delle infiltrazioni, ma per i tecnici provinciali può ancora sopportare il traffico di auto. Quello dei camion, invece, è interdetto ormai dal 1982, perché il ponte non lo reggerebbe. Per controllare le pile del ponte sul fondo del fiume intervennero all’epoca dei sommozzatori e, visto lo stato dei basamenti, si decise di limitare con dei blocchi di cemento il transito ai mezzi pesanti: ma da allora quali e quanti controlli sono stati eseguiti? La Provincia ha risposto che l’ultima ispezione risale al 1998 e le condizioni del ponte della Libertà erano risultate sostanzialmente buone; ma da un recente sopralluogo svolto dal personale provinciale sono emerse in diversi punti delle infiltrazioni d’acqua sull’impalcato e un degrado superficiale della pavimentazione, dei marciapiedi e dei giunti di dilatazione. «È necessario quindi programmare» scrive la Provincia nella lettera di risposta ai cittadini «un intervento di manutenzione straordinaria, reso peraltro disagevole dall’assenza di viabilità alternativa». La Provincia ha comunque recentemente stanziato un finanziamento cospicuo per verificare i ponti di sua competenza, come, appunto, quello di Limena.
«Lo stanziamento ammonta a 500 mila euro e servirà a verificare lo stato di salute dei ponti» assicura il presidente Enoch Soranzo, «L’indagine conoscitiva sarà eseguita sui manufatti classificati di priorità “uno”, quelli cioè con campate più imponenti, mediante prove di carico, prove dinamiche e georadar. L’indagine commissionata è solo una prima tranche, poiché serviranno altri due milioni e mezzo di euro per completare il monitoraggio su tutti i 560 ponti provinciali. Uno studio era stato redatto diversi anni fa, ma riteniamo importante aggiornarlo. Alcuni interventi sono già stati eseguiti e altri sono in atto: siamo, ad esempio, già intervenuti su tutti i ponti del cavalcavia dell’autostrada Padova-Bologna, su quelli dell’Idrovia, sulla Strada dei Vivai, fino ai ponti minori nei Comuni più piccoli. Attualmente sono in corso lavori sul ponte di Correzzola, sul cavalcaferrovia ad Abano Terme e stiamo finanziando ulteriori interventi con progetti esecutivi in altri undici ponti. Se volessimo agire in tutti i manufatti più vetusti con nuove infrastrutture e con tecnologia all’avanguardia, però, avremmo bisogno di ulteriori 21 milioni». —
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