L’ex allieva conferma le accuse «Toccata da quel vigilante»

SBRISSA-AGENZIA BIANCHI-PADOVA-ESTERNI TRIBUNALE DI PADOVA
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NOVENTA PADOVANA. Ha confermato tutto davanti ai giudici del tribunale di Padova. Ha confermato che quell’uomo, oggi 80 anni e all’epoca 66 anni dipendente comunale di Noventa con l’incarico di vigilare sui giovani allievi, la toccava tra una caramella e l’altra regalata ai bambini. E non esitava a infilare la mano in parti proibite del suo corpo, idea che non dovrebbe nemmeno sfiorare la mente di un uomo. Un uomo che, per giunta, avrebbe potuto essere almeno il nonno.

Questo secondo il racconto della (presunta finché non c’è sentenza) vittima che ha denunciato l’accaduto a oltre dieci anni di distanza, nel luglio 2017. Sul banco degli imputati M.T., residente a Noventa, difeso dall’avvocato Lorenzo Segato. L’ex studentessa, oggi 25enne, si è costituita parte civile sostenuta dal Centro antiviolenza di Padova, tutelata dall’avvocato Pierilario Troccolo.

In aula ha ricostruito quanto aveva raccontato nella denuncia, rammentando la situazione di disagio vissuta quando era costretta a subire quei palpeggiamenti mentre lui, per nascondere quello che avveniva, l’avrebbe come avvolta con il suo corpo robusto e gigantesco rispetto a lei. Tutto sarebbe iniziato mentre frequentava la prima media e sarebbe continuato durante la seconda media: per raggiungere la scuola e poi tornare a casa, infatti, saliva a bordo di uno scuolabus dove l’uomo era in servizio per accompagnare i piccoli studenti. Lei, non avendo molti amici a causa della sua timidezza, si sedeva accanto al vigilante o nei posti davanti. «Ero impaurita, mi teneva la mano stretta... mi alzavo per evitare il contatto» aveva denunciato. Per diverso tempo l’allora ragazzina sera stata in terapia psicologica. Tuttavia in terza media aveva preferito andare a scuola in sella alla sua bicicletta ed evitare di prendere lo scuolabus per non incrociare ancora l’uomo. Ha pure ricordato di aver narrato alcuni episodi accaduti a un paio di compagne di scuola. Sempre in aula sono stati interrogati dal pubblico ministero Giorgio Falcone, titolare dell’indagine, i genitori della ragazza e anche alcuni psicologi che l’avevano seguita. Di nuovo in aula il prossimo 27 aprile. —

CRI.GEN.

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