A Padova in un incidente su dieci è coinvolto un monopattino, crescono gli automobilisti non assicurati

Il bilancio delle operazioni della Polizia locale. Fontolan: «Per il degrado essenziale la collaborazione con i Servizi sociali»

Edoardo Fioretto
Al Teatro San Carlo all'Arcella la festa della polizia locale di Padova
Al Teatro San Carlo all'Arcella la festa della polizia locale di Padova

Giornata di festa, il 27 novembre, per la Polizia locale di Padova. Non solo per celebrare le operazioni di successo e i dati di una fitta rete di controlli su tutto il territorio comunale, ma anche per ricordare i vigili che non si sono più: un lungo applauso a inizio cerimonia ha salutato l’agente Luigi Motolese, morto per un malore lo scorso 12 luglio.

Ad aprire l’evento che ha segnato i 157 anni del Corpo, ospitato quest’anno dal teatro San Carlo dell’Arcella, le parole del sindaco Sergio Giordani. Ha ricordato l’impegno quotidiano con cui gli uomini e le donne in divisa svolgono silenziosamente il proprio lavoro.

Parola anche al comandante della Polizia locale, il dirigente Lorenzo Fontolan, che ha annunciato i dati di un anno di attività. Innanzitutto, sono state denunciate 96 persone sorprese alla guida di veicoli in stato di ebbrezza, e 28 sotto gli effetti di sostanze stupefacenti.

«Il dato è in lieve aumento rispetto allo scorso anno – ha riflettuto in comandante Fontolan – di circa un dieci per cento».

E poi le maggiori infrazioni rilevate dagli agenti in servizio per le strade della città: 578 automobilisti fermati sono risultati privi della copertura assicurativa, e 1.387 quelli senza revisione. Nel corso di un anno state ritirate 824 patenti, 336 gli automobilisti sorpresi ad usare il cellulare alla guida.

Infrazione, appunto, che per il nuovo Codice della strada prevede l’immediato ritiro della patente.

Sono invece 783 le sanzioni ai conducenti di monopattini, quasi tutte per guida senza il casco che è ora obbligatorio. «Sono stati 1.149 gli incidenti stradali, di cui quattro con esiti mortali. Dati in linea con gli anni precedenti», ha osservato il dirigente. Ad aumentare è però un altro dato: perché è risultato che 107 sinistri (più o meno uno su dieci) ha coinvolto un monopattino elettrico. Nel 2024 erano stati 85.

Un ampio momento è stato dedicato dal comandante Fontolan anche alla gestione delle situazioni di disagio. «Sono state accertate complessivamente 1.084 violazioni al regolamento di Polizia urbana per la civile convivenza, e notificati 223 ordini di allontanamento», ha detto, «la più parte nella zona della stazione ferroviaria».

Non un fenomeno solo da stigmatizzare o reprimere, ma da comprendere e gestire. «Sono luoghi per i quali – ha aggiunto – i contatti e la collaborazione con il settore Servizi sociali sono continui e indispensabili, date le situazioni di marginalità presenti».

La Polizia locale ha inoltre svolto quasi cinquecento servizi in coordinamento con altre forze dell’ordine statali, su delega della Questura.

Molti di questi nell’ambito delle “zone ad alto impatto” (o “zone rosse”). E ancora, sono 128 le indagini affidate alle pattuglie di Palazzo Moroni su delega della Procura.

Tra le attività di iniziativa, invece, sono state 164 le denunce per spaccio di sostanze stupefacenti, mentre gli arresti sono stati in tutto tredici. Infine, le cinque unità cinofile antidroga in forze alla Polizia locale hanno effettuato 1.324 interventi di controllo: sono 308 i recuperi di droghe nascoste nel territorio.

Alta anche l’attenzione per l’ambiente: «Tramite dispositivi di sorveglianza – ha concluso il dirigente – abbiamo accertato 1.139 violazioni dello smaltimento dei rifiuti. Dato in lieve aumento».

Sono state anche le parole dell’assessore alla Sicurezza Diego Bonavina a riportare centralità e importanza all’operato dei vigili padovani. «Possiamo migliorare ha riflettuto dal palco del teatro, «perché Padova è una delle poche città in cui il servizio di Polizia locale viene garantito 24 ore su 24. Il loro compito non è quello di fare le multe, ma di far rispettare le regole. E se ci fosse più senso civico, ci lamenteremmo meno delle sanzioni. L’attività del Corpo – ha concluso – è quella di tutelare le nove persone su dieci che le regole, invece, le rispettano». 

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