Stefano 'Cisco' Bellotti, il mondo ha bisogno di 'Reduci' come noi

La storica voce dei Modena City Ramblers torna dal vivo con un doppio album

(ANSA) - MILANO, 12 MAR - "I reduci siamo noi o tutti quelli come noi. Quelli che hanno combattuto battaglie, ognuno a suo modo, con la stessa passione e la stessa ostinazione di chi crede davvero in qualcosa". Così Stefano "Cisco" Bellotti - storica voce dei Modena City Ramblers - presenta l'album doppio "Reduci", che presenterà per la prima volta dal vivo domani al Live Club di Trezzo sull'Adda. Sul palco - anticipa il cantautore folk rock - "ci sarà tutta la "grande famiglia ritrovata": Lucio Gaetani, Kaba Cavazzuti, Roberto Zeno , Marco Michelini, Giovanni Rubbiani, Massimo Giuntini, Bruno Bonarrigo, Max Frignani e Enrico Pasini. Sarà un viaggio nel tempo e nella memoria con la colonna sonora dei brani che hanno segnato il nostro cammino e le nuove canzoni che parlano di resistenza, ma anche di umanità e di futuro". Il doppio album ha infatti due anime che dialogano tra loro. Da una parte le storie della Resistenza, dall'altra quelle più quotidiane, di persone che sono motivo di ispirazione. "Abbiamo fatto - racconta l'artista che ha anche collaborato con la Bandabardò - le nostre "guerre", non quelle con le armi, ma quelle della vita: le battaglie sociali, culturali, personali. Ora, arrivati intorno ai sessant'anni, guardiamo indietro e continuiamo a farle, convinti che sia stato giusto farle. Con la consapevolezza di essere forse fuori tempo massimo crediamo che il mondo abbia ancora bisogno di noi, di reduci come noi, di coloro che sanno raccontare le storie che hanno vissuto". "È grazie a chi ci ha preceduto - nota - se conosciamo le vicende dei partigiani, i racconti della guerra, le esperienze di chi ha attraversato epoche difficili e ne ha custodito la memoria. Oggi sentiamo di avere lo stesso compito: raccontare il nostro tempo, quello di un mondo che non c'è più". "Essere "Reduci" - sottolinea Cisco - significa questo: aver vissuto in un mondo che spesso non ci ha capiti, ma che non è riuscito a zittirci. Siamo ancora qui, con la stessa voglia di far sentire la nostra voce, di raccontare le nostre idee, di cantare il nostro vissuto. Continueremo a farlo finché avremo fiato, perché la nostra musica - conclude - è la nostra testimonianza, la nostra memoria, la nostra resistenza". (ANSA).

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