Via libera al servizio mensa all’interno dei ristoranti

VENEZIA

Vittoria “politica” per i ristoranti: dopo il no di alcune prefetture (in testa il prefetto di Padova, Renato Franceschelli) ad estendere il servizio mensa ai ristoranti, la Regione dà una nuova interpretazione del Dpcm del 14 gennaio, consentendo di fatto ai ristoranti di ospitare alcune categorie di lavoratori a pranzo, previa contrattualizzazione con un datore di lavoro. In altre parole la Regione dice sì alla pausa pranzo per lavoratori edili, autoriparatori in giro per le province venete, dipendenti di aziende, insomma tutte quelle persone che non potrebbero rientrare in azienda per consumare il pasto.

Conferma invece il “no” a sfamare partite Iva occasionali, ovvero “di passaggio” .

La buona notizia, per un settore allo stremo, è stata scritta nero su bianco sul sito della Regione. Alla domanda: «I ristoranti che fanno servizio mensa “esterno” per aziende convenzionate devono avere il codice Ateco 56.29 mense e catering continuativo su base contrattuale?», è arrivata una risposta chiara: «No» si legge nella Faq regionale «Il Dpcm usa la dizione Ateco ma non limita l’attività dell’imprenditore».

A spiegare la Faq ci pensa Filippo Segato, segretario padovano dell’Associazione provinciale dei pubblici esercizi: «Dopo alcuni giorni di incertezza riguardo alla possibilità da parte dei pubblici esercizi di svolgere il servizio di mensa» dice «grazie ad un pressing forsennato della nostra Associazione sia nei confronti dei Comuni, sia della Regione, sia della Prefettura, si è arrivati a una soluzione. Ieri infatti è stata pubblicata la Faq sul sito della Regione che precisa che i ristoranti possono svolgere il servizio mensa, non occorre essere in possesso dello specifico codice Ateco. Ogni ristorante può garantire la pausa pranzo contrattualizzata senza l’obbligo di modificare il suo codice in Camera di commercio».

Rimane però da chiarire un aspetto amministrativo: è obbligatorio presentare la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) al proprio Comune? «Questo è un aspetto che speriamo di chiarire rapidamente» continuaSegato «A nostro avviso il testo della Faq, implicitamente, abroga anche la necessità della Scia. Tuttavia ci sono alcuni Comuni che restano dubbiosi su questo aspetto». Secondo Segato una parola definitiva tocca ai prefetti: «Al momento infatti alcune Prefetture (Treviso, Rovigo, Vicenza) hanno chiarito pure questo aspetto» conferma «Se lo farà anche Franceschelli, e ci auguriamo succeda il prima possibile, anche a Padova si potrebbe tornare alla situazione auspicata da molti (sia esercenti che clienti) dei primi giorni dell’anno, quando un ristorante, pur rispettando regole e linee guida specifiche anticonvid, poteva svolgere e proporre il servizio sostitutivo di mensa aziendale per i propri clienti. Attendiamo un pronunciamento della Prefettura per informare i nostri associati».



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