Il Petrarca mette in mostra i gioielli di famiglia
/ Padova
L'ampio successo del Petrarca sul Lyons Piacenza all'esordio in Top 10 non passerà alla storia per la qualità del gioco espressa in campo dai tuttoneri di Marcato e Jimenez, poco soddisfatti di quanto fatto dai loro giocatori. C'è da stare allegri per l'entità della vittoria, un sonoro 45-13 ottenuto pur giocando con scarsa lucidità per buona parte del confronto disputato sabato al Plebiscito, che vale 5 punti e il primo posto in coabitazione con il Valorugby Emilia.
A far proprio piacere invece è stata la presenza in campo di tre giovani padovani cresciuti nel vivaio e nati negli anni 2000: Davide Goldin, terza linea, 21 anni, titolare e protagonista silenzioso a suon di placcaggi e sostegni; Lorenzo Brevigliero, 19 anni, anche lui terza, che negli ultimi dieci minuti si è messo in mostra sfiorando una meta, e il tallonatore Tommaso Di Bartolomeo, 20 anni, che ha potuto bagnare l'esordio in massima serie marcando l'ultima meta, in carrettino con la mischia.
«Mi fa enorme piacere ma devo condividerne il merito con i miei compagni di reparto, perché è nata da uno sforzo collettivo in cui ognuno ha fatto bene il suo compito», si schermisce Di Bartolomeo, in campo per 25 minuti. Passato per tutte le Nazionali giovanili fino a disputare il Sei Nazioni Under 20 lo scorso giugno, con il Petrarca ha vinto il titolo italiano in Under 16 e in Under 18. Padovano, studente di Giurisprudenza, frequenta l'università Guglielmo Marconi con borsa di studio della Fir: «Sono nel vivaio del Petrarca da quando ho 4 anni. Giocare con la prima squadra è un sogno: oltre ad aver fatto grandi acquisti la società sta dando spazio al vivaio ed è un segnale importante».
Discorso diverso per Goldin che, dopo aver esordito a 18 anni, è stato a lungo fermo per infortuni e due operazioni, a spalla e ginocchio. A Viadana in Coppa Italia e sabato con Piacenza ha indossato la maglia numero 6. «Tornare a livello è stato un percorso difficile da gestire psicologicamente», racconta, «Sono contento di essere stato scelto titolare ma se a Viadana sono uscito soddisfatto della mia prestazione non posso dire altrettanto di sabato. Vorrei di più da me stesso perché so di poter alzare i miei standard». Studente al terzo anno di Scienze Motorie a Padova, Goldin ha iniziato a giocare a Monselice a 5 anni prima di passare al Petrarca in Under 16. Con la nazionale U20 ha giocato due partite al 6 Nazioni ma ha saltato il mondiale per infortunio: «Ora le mie priorità sono stare bene e impegnarmi a pieno ritmo con il Petrarca», sottolinea.
Per Lorenzo Brevigliero è questione di famiglia, essendo nipote di Guglielmo Simone Brevigliero, per tutti "Sceriffo", mitico seconda linea del Petrarca scudettato degli anni '70, e figlio di Marco detto "Cucciolo", pure lui ex petrarchino. Cresciuto a Maserà, ex studente del Cornaro, fisicamente dotato, si è fatto notare anche in Inghilterra al Loughborough College, giocando con la Nottingham Academy e la contea del Leicestershire. «Purtroppo per il covid quell'esperienza si è conclusa in anticipo», ricorda, «Ora ho questa bella opportunità in prima squadra, spero di sfruttarla al meglio. Ho iniziato a giocare al Petrarca a 7 anni e ho capito presto che mi sarebbe piaciuto avere un futuro come giocatore. Debuttare in Top 10 con mio nonno in tribuna è stata un'emozione speciale. Ho grande rispetto per lui e un giorno mi piacerebbe raggiungere e anche superare il suo livello. So che dovrò impegnarmi molto ma sono determinato a provarci». ––
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