Il climatologo: «La sicurezza non esiste»

PADOVA. «Sono in arrivo ancora rovesci e temporali ma più sparsi, meno estesi e meno violenti. Non ci saranno piene, tuttavia per il prossimo fine settimana un vento freddo da nord potrà rinvigorire...
Localita' tra Vighizzolo e S. Urbano, 18 Mag 2013.fiume in piena, foto scattate da Via tre Canne tra Vighizzolo e S. Urbano..ph. Zangirolami
Localita' tra Vighizzolo e S. Urbano, 18 Mag 2013.fiume in piena, foto scattate da Via tre Canne tra Vighizzolo e S. Urbano..ph. Zangirolami

PADOVA. «Sono in arrivo ancora rovesci e temporali ma più sparsi, meno estesi e meno violenti. Non ci saranno piene, tuttavia per il prossimo fine settimana un vento freddo da nord potrà rinvigorire l’instabilità, senza fasi piovose pericolose» avverte il climatologo Daniele Cat Berro, ricercatore presso la Società meteorologica italiana e redattore di Nimbus, la rivista diretta da Luca Mercalli. Nessun collegamento tra rischio alluvione e cambiamenti climatici: «Le Prealpi venete sono tra le zone più piovose d’Italia. La maggior piovosità di questi giorni si spiega con un’ondata di venti umidi sud-ovest, cui si è aggiunta una perturbazione intensa». Le popolazioni delle zone a rischio possono tirare un sospiro di sollievo? «Il concetto di sicurezza in questo ambito non può esistere, anzi direi che è perfino sbagliato comunicarlo. Piuttosto» insiste Daniele Cat Berro, «occorre non costruire più in determinate aree. Negli ultimi decenni ciò che si registra di nuovo è l’aumentata urbanizzazione. Ecco perché, a parità di dimensioni, un’alluvione oggi fa molti più danni rispetto a 50 anni fa quando non trovava tanto cemento. È cresciuta la vulnerabilità del territorio». Resta da dire che scarse sono le risorse per la sua manutenzione. «È una porzione del problema, certo» conferma il climatologo, «Tutto quel reticolo di canali indispensabili per drenare via l’acqua sono andati quasi completamente perduti. Sui grandi fiumi, invece, ci sono un po’ di luoghi comuni: la pulizia con il prelevamento della ghiaia altera il profilo dei letti fluviali e scatena un problema di erosioni».

Cristina Genesin

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