Electrolux, aria di ripresa nel giorno della Camusso

Il leader della Cgil ha tenuto un’assemblea in fabbrica: «La nuova commessa è un segnale positivo, va alimentato». I sindaci: «Ci aiuti nel nostro lavoro»
Guerretta Susegana visita segretario generale CGL Susanna Camusso azienda Electrolux
Guerretta Susegana visita segretario generale CGL Susanna Camusso azienda Electrolux

SUSEGANA. Ha il volto davvero sereno, Susanna Camusso, quando esce dalla fabbrica. Si vede che è soddisfatta. Dappertutto c’è odor di crisi. Qui, all’Electrolux si respira invece aria di ripresa. Arriva lei, la numero uno della Cgil, ed ecco che i turni rientrano ad 8 ore. I contratti di solidarietà sono sospesi. L’Ikea ed altre ditte, perfino dell’Inghilterra, hanno ordinato 10 mila frigo tra i più sofisticati, i “Cairo”. Forse ci saranno altre commesse. «E’ un segnale che c’è lavoro. Per carità, il contratto di solidarietà è più positivo di altri, ma significa comunque una perdita salariale, tanto più grave in una stagione in cui le risorse sono così necessarie. E’ un segnale positivo, dunque, e va alimentato costruendo una capacità di consumo del paese». Camusso è la prima leader confederale a presiedere un’assemblea a Susegana. L’hanno invitata i delegati di Fiom, Fim e Uilm. Dopo il vivace incontro con i lavoratori, Camusso è stata accompagnata dai massimi dirigenti dello stabilimento in una visita lunga ed approfondita. Quindi, all’esterno, l’incontro con i sindaci e la stampa. Camusso si dice convinta che il provvedimento governativo che mette in conto nelle ristrutturazioni lo sconto fiscale sulle cucine e i mobili di incasso, quindi anche sui frigo, può risultare davvero “di respiro”. Certo, mette in guardia la sindacalista, «non può determinare ancora un’inversione di tendenza e non significa che finalmente si ridistribuisce il reddito». Ma è un primo passo. Il contratto di solidarietà, sospeso per le nuove commesse, riprenderà al rientro delle ferie, ma potrebbero accadere fatti nuovi. Soltanto a Susegana ci sono 300 posti di lavoro in esubero, da tagliare entro il 2015, ma l’auspicata ripresa potrebbe consentirne un recupero. E Camusso non ha ma mancato di esprimere fiducia davanti alle mille tute blu. «L’impatto con i lavoratori – confida al termine dell’assemblea – è stato straordinariamente positivo. Operai ed impiegati sono stati attentissimi e, al tempo stesso, si sono dimostrati molto preoccupati». L’allarme ha sempre la stessa motivazione; il timore della delocalizzazione. «La ristrutturazione è sempre stata pagata dall’occupazione, ma – ammette Camusso – siamo in presenza di un’azienda che c’è, con una vita sindacale importante dove gli accordi hanno permesso di tutelare le persone e dove esiste una forte determinazione a continuare a difendere l’insediamento». Non è tempo, invece, di mettersi al lavoro per la costruzione di un uno polo degli elettrodomestici, tra Indesit ed Electrolux, più altre aziende, come desidererebbe l’ex manager Maurizio Castro. La leader della Cisl non esclude questa prospettiva, ma sostiene che adesso «non possiamo accontentarsi di un sistema industriale che si colloca al livello più basso, per cui non si possono fare operazioni che diano per scontato il ridimensionamento del sistema produttivo. Ciò che occorre fare è arrestare processi di ulteriore riduzione dell'apparato produttivo».

«Lei che ha potere, ci aiuti a fare i sindaci». Così Zambon di Conegliano, Scarpa di Susegana, Szumski di Santa Lucia si rivolgono a Susanna Camusso, attesa per qualche decina di minuti al cancello dell’Electrolux. Hanno tutti la fascia tricolore e la leader della Cgil è la prima a sorprendersi della loro presenza. «Chiedo che chi comanda e lei sa farsi capire meglio di altri – incomincia il sindaco di Susegana - dia un segnale di ottimismo e di speranza. Come sindaci abbiamo l’obbligo di mantenere il clima sereno, ma voi aiutateci». Szumski insiste, offrendo all’interlocutrice il nastro bianco della lotta contro la burocrazia dei primi cittadini.

Francesco Dal Mas

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