La strage di Bagnoli, il dolore corre sul web

L’addio con una lettera postata su Facebook di Lenuta Dragomir, fidanzata di Youssef El Hiba, il marocchino alla guida della Mercedes

La notizia dello schianto è schizzata in rete alla velocità della luce. Attraverso soprattutto Facebook la morte dei cinque giovani ha raggiunto paesini sperduti in Kosovo, Bosnia, Romania e Marocco dove vivono i parenti delle cinque giovanissime vittime.

Ma anche sul sito del mattino di Padova diversi stranieri, amici di Youssef, Marina Carmen, Mergim, Dragan e Jonelia hanno voluto lasciare il loro ricordo. Fra questi anche la fidanzata rumena di Youssef, Lenuta Dragomir, che ha postato sul suo profilo una lettera stupenda. «Amore mio, che mi hai fatto conoscere il mondo, dove sei? – scrive in rumeno Lenuta – Sono da sola senza di te, angelo mio. Tre anni fa quando ci eravamo conosciuti, tutti mi avevano giudicato e mi avevano biasimata perché sei un marocchino… Perché sei un musulmano… Però ha me non è mai importato ciò che la gente diceva. Tu hai saputo amarmi, hai saputo far diventare bella la mia triste vita».

E ancora: «Ricordo quando siamo andati in Marocco a casa tua. Io ero romena e tu mi hai fatto diventare marocchina. Tua madre e tutta la tua famiglia mi hanno amata ed erano felicissimi per noi. Tu mi hai fatto conoscere il Paradiso. Perché te ne sei andato? A chi mi lasci? Senza di te la mia vita non ha senso».

Anche molti amici di Marina hanno scritto un ricordo di lei sul sito: «Anke se nn avevo grandi tangenze con Carmen cmq vogli dire ke e una grande tragedia», scrive Galia. La comunità dell’Est è la più scossa. A Grumolo delle Abbadesse Zetjko e Kata Kovakevic non hanno più lacrime. Da Rimini i parenti sono arrivati per conformare i genitori di Dragan, il loro amato figlio che ora non c’è più. I genitori del giovane probabilmente torneranno a Tisnic, in Bosnia, per celebrare il funerale del figlio con rito ortodosso. E non si danno pace nemmeno genitori di Jonelia Popescu, che vivono in un appartamento a Grisignano di Zocco. Il padre, imbianchino in una impresa edile vicentina, era così orgoglioso di essere riuscito a riunire tutta la famiglia sotto lo stesso tetto grazie ai ricongiungimenti familiari. L’ultima ad arrivare in Italia era stata proprio Jonelia che da cqualche mese avrva trovato lavoro alla WWe Can, azienda che lavora in sub appalto per la Gascom.

Il dolore di Muj Kerellaj, padre di Mergim, ieri invece si è trasformato in orgoglio per un bellissimo figlio che non c’è più. «Chiedete in giro – ha raccontato l’uomo in lacrime – chiedete in giro. Mergim era un bravissimo ragazzo. Apprezzato da tutti». Mergim, tornerà in Kosovo per il suo ultimo viaggio.

Resterà a Padova invece Marina Carmen. «Era solare – ricorda mamma Angela – Quando si trattava di dare una mano in famiglia, non se lo faceva ripetere due volte. Ha cresciuto quasi da sola suo fratello. Era davvero una ragazza speciale».

Nel frattempo, anche il sito della Gascom, l’azienda per la quale i cinque giovani lavoravano in sbuappalto ha scritto un messaggio di cordoglio nel proprio sito internet.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova