«Solo ordinari nel cda» Bufera sull’Università

Esclusi dal consiglio di amministrazione tecnici, ricercatori e prof. associati Organizzazioni sindacali infuriate. Domani il voto in Senato accademico
Di Fabiana Pesci

Zero professori associati, zero ricercatori ed un solo rappresentante del personale tecnico amministrativo. È stata sufficiente l’ufficializzazione da parte dei vertici dell’ateneo della lista dei candidati interni al cda che hanno passato la selezione per scatenare un putiferio all’interno del Bo. Di tutti gli aspiranti a sedere nel consiglio di amministrazione dell’Università hanno ricevuto il placet della commissione solo i professori ordinari che hanno presentato la propria candidatura. Mosca bianca, Daniela Garbo, tecnico amministrativo del dipartimento di Biomedicina comparata ed alimentazione. I curricula dei candidati sono stati passati al vaglio di un pool di esperti che ha stilato una lista di idonei, che domani sarà posta al voto del senato accademico. Minimo comun denominatore dei “selezionati”, il ruolo svolto all’interno del Bo: professore ordinario. Ecco i candidati idonei: Franca Bimbi (Sociologia), Renato Bozio (Scienze chimiche), Luciano Daliento (Scienze cardiologiche), Roberto Filippini (Sistemi industriali), Mario Plebani (Medicina di Laboratorio), Maria Berica Rasotto (Biologia), Giacomo Carlo Sturniolo (Gastroenterologia), Gaetano Thiene (Scienze cardiologiche). La commissione ha stabilito che associati, ricercatori e tecnici non hanno curricula sufficientemente blasonati per sedere nel cda. Diffusa la lista, è stata immediata la levata di scudi da parte delle “categorie” tagliate fuori dall’organo di governo divenuto cardine dell’ateneo a seguito dell’introduzione della riforma Gelmini. «Ecco l’Università dei baroni contro cui abbiamo combattuto invano», tuonavano ieri le organizzazioni sindacali, pronte a dare battaglia contro la decisione dei vertici del Bo. Sul piede di guerra pure ricercatori e professori associati. Contestano la «discrezionalità nella scelta dei candidati idonei». Lo statuto del Bo infatti apre le porte al cda a tutti i dipendenti che abbiano i requisiti per accedere in consiglio. «Dalle parole ai fatti tutto cambia però», attacca il sindacato, «ci siamo trovati di fronte alla solita logica di spartizione. Per i tecnici sono state escluse persone che facevano parte del precedente cda. Chi aveva più esperienza di loro?». Nel cda siederanno 11 consiglieri: cinque interni, tre esterni, due studenti ed il rettore Giuseppe Zaccaria. Domani il senato sceglierà la cinquina tra i nove candidati scelti dalla commissione. Prevista una seduta tutt’altro che tranquilla.

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