Abitazioni e colture invase da cavallette voraci e ripugnanti

Allarme a Torreglia e Montegrotto Terme, il fenomeno è in aumento: «Si appiccicano ovunque e ormai stanno dilagando»

TORREGLIA. Preoccupazione e allarme per l’ invasione di cavallette nelle case, le voraci “barbitistes vicetinus”, che rappresentano anche un vero e proprio flagello anche per le colture. Abitazioni infestate anche a Turri di Montegrotto dove questi famelici insetti stanno devastando frutteti, vigneti, orti e giardini a ridosso delle aree boschive. Una presenza che si manifesta ciclicamente a fine primavera, ma che quest’anno sta dilagando in modo crescente e preoccupante. Partiti dal cuore dei boschi più alti, questi immensi sciami stanno raggiungendo la pianura e non si intravede alcun rimedio efficace. Anche il sindaco di Torreglia, Filippo Legnaro, sta cercando di affrontare il problema. «Siamo in contatto con il Parco Colli e gli esperti dell’Università per monitorare questa infestazione» commenta il primo cittadino «Tra le aree più colpite quelle lungo via Liviana e via Volti, dove tutte le case e le colture della fascia a contatto con il bosco sono state invase. Raccomandiamo di utilizzare pesticidi solo in casi veramente eclatanti, per la salvaguardia della salute delle persone e dell’ambiente». Anche sul versante sud di Turri, a Montegrotto, si è notato l’arrivo di questi “ospiti” fastidiosi, ripugnanti e puzzolenti. A farne le spese tra i primi la villa dell’onorevole Filippo Ascierto, invasa da migliaia di cavallette che si sono appiccicate sulle pareti e sul soffitto dei piani bassi dell’edificio, creando problemi anche ai suoi cani bassotti che si sono trovati la cuccia infestata. «Ho dovuto acquistare una idropulitrice» commenta il parlamentare pidiellino «ma l’invasione ora si sta spostando verso il centro di Montegrotto». Nell’immaginario collettivo le cavallette richiamano sempre la desolazione, la rovina e la carestia, così come riportato nei racconti riferiti al “Libro dell’Esodo”. E dal 2008 anche sui Colli Euganei questo “flagello biblico” è emerso in tutta la sua prepotenza, iniziando dapprima con apparizioni sporadiche, poi con vere e proprie pullulazioni di “barbitistes vicetinus”, specie solitamente rara, presente nel passato solo nei profondo dei boschi dei Colli. «Da pochi anni assistiamo a una recrudescenza di questo fenomeno veramente preoccupante» commenta Luca Mazzon, ricercatore universitario nel laboratorio di Entomologia “Dafnae” di Agripolis. «Nel nostro territorio, io abito a Torreglia, sono sempre esistiti esemplari di cavallette che rimanevano all’interno della boscaglia, ma poi, per fattori non ancora chiari, si sono moltiplicate a macchia di leopardo, partendo dal Monte Cero vicino Este e infestando nel periodo della riproduzione alcune zone tra Teolo, Baone, Torreglia e ora si stanno estendendo in altre direzioni. Stiamo tenendo monitorata la situazione, che inizia con la riproduzione a fine aprile e finisce verso luglio, dopo il deposito delle uova. Il rimedio potrebbe essere quello di utilizzare degli insetticidi piretroidi, ma personalmente preferisco avere le cavallette in giardino, dato che sono assolutamente innocue, anche se ripugnanti, piuttosto che avvelenare i miei figli. Meglio lasciare libere nel prato delle faraone, adatte a fare “pulizia” di questo tipo di insetti».

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