Zanonato in aula a Foresta: «E' calabrese? Parliamo di 'ndrangheta»

PADOVA. «La democrazia è stata ammazzata», accusa Stefano Grigoletto, «siete dei timorati di Imu». Sono le parole del consigliere Pdl all’annuncio della mozione sospensiva presentata ieri in consiglio comunale da Paolo Cavazzana in risposta alla sua a proposito dell’Imu. La mozione sull’Imposta municipale era stata depositata da Grigoletto il 9 febbraio ed era stata oggetto di lungo percorso burocratico: causa del bavaglio portato da lui e da altri consiglieri a metà aprile e del lutto al braccio di poco dopo, ha trovato spazio nell’ordine del giorno dopo che Grigoletto ha presentato la domanda di un consiglio forte di un parere del segretario generale Giuseppe Contino.
«Non è solo una mozione ma una vittoria per il regolamento» aveva esordito Grigoletto in aula. Le norme, però, gli si sono ritorte contro. La presidente del consiglio comunale Daniela Ruffini annuncia che è stata presentata una mozione sospensiva che, nonostante le proteste della minoranza, viene votata con 20 voti a favore su 35 votanti. Unico astenuto il consigliere Pd Giuliano Pisani.
Passano pochi istanti dall’esito del voto e i consiglieri di minoranza si alzano in massa e lasciano l’aula, dove viene trattata a tempo di record la mozione sul regolamento del Salone a firma Autizi e anche le successive finendo il consiglio alle 20.45.
«Con questa maggioranza il consiglio perde di autonomia, noi siamo il tappeto di Zanonato», commenta Avruscio. La Mazzetto gli fa eco: «Sono andata via perché sarebbe successa la stessa cosa con la mozione sull’Auditorium». Per Marin la mossa del centrosinistra ha dimostrato che «il re è nudo» mentre per Littamè e Venuleo il bilancio poteva essere presentato in modo comprensibile solo dopo aver parlato di aliquote in consiglio comunale. Salmaso annuncia «azioni anche molto forti».
La mozione di Grigoletto è stata lo spartiacque di un consiglio comunale a tratti molto acceso. La discussione è partita in sordina con un’interrogazione sull’Europeade alla quale il sindaco ha risposto che secondo uno studio appositamente commissionato la ricaduta per la città viaggerebbe sui 10-15 milioni di euro. Ma il via è stato dato dall’interrogazione di Salmaso sulla scuola Fratelli Bandiera occupata dal Gramigna: il sindaco ha risposto che aspetta venga sgomberata dalla Questura per poi abbatterla ma la discussione si è fatta talmente accesa che il consiglio è stato sospeso per 10 minuti.
Salmaso si è preso dal primo cittadino dello «zuccone, ignorantone, non hai i collegamenti logici» e gli è stato suggerito di farsi spiegare le cose da Leo Padrin. Non è mancato l’affondo a Foresta: «visto che lei viene dalla Calabria» l’ha apostrofato, «potremmo parlare di ‘ndrangheta».
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