Fusione AcegasAps-Hera, Forlì dissente e dice di no

PADOVA. Forlì dice “no” all'aggregazione tra Hera e Acegas Aps. Dopo il voto al cardiopalma di Bologna, che ha approvato la delibera di fusione per incorporazione per appena due voti, il Comune romagnolo ha preso coraggio esprimendo un dissenso senza se e senza ma all'operazione finanziaria. Una decisione già annunciata dal sindaco di Forlì Roberto Balzani (in quota Pd) e ribadita di fronte ai consiglieri che lo hanno appoggiato convinti: 32 voti favorevoli raccolti tra Pd, Idv, Pdl, Lega Nord, gruppo misto e una Civica schierata per l'ambiente, un solo astenuto, un consigliere Udc.
«Sotto il profilo del percettore di rendita, e noi come Comune siamo tali, l'operazione industriale e finanziaria della fusione Hera-Acegas è del tutto razionale e probabilmente positiva e fruttuosa» spiega, «Il fatto è, però, che noi siamo anche amministrazioni pubbliche». Il consiglio comunale di Forlì dicendo “sì” all'argomento 82 della seduta di ieri pomeriggio ha dato mandato a Balzani di votare “no” al patto di sindacato. Balzani sa di essere una goccia nel grande mare degli azionisti, a maggior ragione dopo il voto di Bologna finito in nottata con un 19 a 17. «Il nostro pronunciamento sarà irrilevante. Sul piano politico, però, no».
«Questa è una sfida che l'Italia dovrà affrontare sempre di più» commenta Ivo Rossi, «per poter tornare a essere un grande paese dal punto di vista industriale. Qui si vedono l'arretratezza e i conservatorismi, sono quelli che zavorrano il paese». Ma le votazioni emiliano- romagnole hanno evidenziato pure un'altra discrepanza rispetto a Padova: Sel a Bologna e Idv in entrambe le città si sono schierate per il no. «Se fossi al posto loro anche io avrei votato così» commenta il consigliere Idv Fabio Scapin, «Dal punto industriale-finanziario portano a casa un inceneritore di alto livello ma soprattutto un po' di debiti. Noi aspettiamo la firma di Tomaso Tommasi di Vignano sulle nostre proposte, altrimenti prenderemo decisioni radicali». Secondo Attilio Motta, coordinatore provinciale di Sel, il punto sul quale non si transige è l'acqua. Eppure il voto su Acegas Aps ha portato sul tavolo del partito proprio le sue dimissioni, di cui l'assemblea ha discusso ieri sera. «Il voto di Padova e Trieste è stato condizionato da una diversa preoccupazione sul destino di Acegas Aps» spiega, ammettendo una «certa sofferenza» nel votare a favore. «Mi preoccupa il voto contrario di Sel a Bologna» commenta Rossi, «perché se il voto è contrario su una cosa indiscutibilmente positiva, mi domando come si potrà governare l'Italia con un gruppo politico che, anziché guardare avanti, guarda indietro. Per fortuna a Padova c’è un gruppo più responsabile».
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