Un'altra mamma denuncia: «Anche il mio bambino mi è stato portato via così»

Camposampiero, nuova diagnosi di Pas per un ragazzino di 12 anni allontanato dalla madre. Lo psichiatra è lo stesso che ha firmato la perizia che ha portato all’intervento di Cittadella
BELLUCO INTERVISTA SIGNORA GUERRA CAMPOSAMPIERO
BELLUCO INTERVISTA SIGNORA GUERRA CAMPOSAMPIERO

CAMPOSAMPIERO. C’è un caso analogo a quello di Cittadella, dove pochi giorni fa un bambino, su ordine del Tribunale dei Minori di Venezia, è stato allontanato con la violenza dalla madre per essere inserito in una comunità con lo scopo di fargli riallacciare i rapporti con il padre. Non c’è nessun video choc, nessuna ripresa di sequenze che hanno provocato l’indignazione nazionale come a Cittadella. Qui l’allontanamento è avvenuto con il pianto disperato del ragazzino di 12 anni e con la madre che lo ha confortato nell’accompagnamento coatto fino a destinazione, una città di mare a un’ora e mezza di auto da Camposampiero. Non ci sono stati strattonamenti e violenza fisica, ma solo perché la madre si è vista costretta ad acconsentire al «prelevamento» del figlio. «Verso la metà di luglio siamo stati convocati all’Usl e messi in due stanze diverse. Lì, senza preavviso, mi hanno detto che mio figlio mi veniva tolto» racconta la donna «ho sentito le sue urla e la sua ribellione. Volevano sedarlo, mi sono opposta perché ha un lieve problema di cuore, così mi hanno permesso di accompagnarlo. Ci hanno scortati fuori dall’ospedale come delinquenti fino al furgone che sostava davanti all’ingresso e aveva i vetri oscurati. Per tutto il viaggio ho cercato di tranquillizzare mio figlio che era in preda alla disperazione, ma avevo il cuore in pezzi».

Ad accomunare i due episodi lo stesso psichiatra sottoscrittore della perizia che ha provocato anche l’allontanamento del bambino di Cittadella. Nel sentirne il nome in tivu la donna di Camposampiero ha deciso di rendere nota anche la sua vicenda. «È davvero strano che tutti i casi trattati da Rubens De Nicola specialista abbiano lo stesso tragico finale» dichiara la donna «per questo chiedo all’onorevole Alessandra Mussolini di incontrarla per chiarire questo aspetto e poi perché si assicuri che la legge venga rispettata. Quella legge che impone di sentire i bambini prima di tutto. I bambini vanno ascoltati, perché loro lo sanno benissimo cosa vogliono. E il mio ha sempre detto che non vuole stare con il padre, una condizione che il mio ex compagno non accetta. Ma i sentimenti di mio figlio non contano, tanto che sono arrivati a distorcere le sue dichiarazioni nei documenti ufficiali».

Il ragazzino di Camposampiero è stato sottratto alla madre verso la metà di luglio in esecuzione di un ordine risalente al mese prima. Il Tribunale dei Minori ne ha disposto l’affido al Servizio Sanitario dell’Ulss 15 per il controllo e sostegno della sua situazione evolutiva e per il suo collocamento in idoneo ambiente etero familiare finalizzato a ripristinare la relazione con il padre. Ha inoltre incaricato il Servizio affidatario di disciplinare i rapporti del minore in spazio neutro con la zia paterna nonché con il padre tre volte a settimana e con la madre una volta ogni 15 giorni, con facoltà di sospenderli se disturbanti quanto a quest’ultima. C’è infine il divieto di incontro con la nonna materna e l’autorizzazione all’uso della forza pubblica per l’esecuzione del decreto. «Non è affatto vero che io lo manipolo, mio figlio ha sempre detto a medici, al CTU, alle forze dell’ordine, ai servizi sociali e a tutti che non vuole stare col padre perché va spesso in contrasto con lui. Ha rifiutato di vederlo per mesi e per questo abbiamo subìto molte cattiverie dal padre, ma non per questo deve essere punito» conclude la madre.

Il padre che vive nel Veneziano, col consenso della donna, è stato contattato al telefono per dire le sue ragioni, ma non ha inteso rilasciare dichiarazioni e ha chiuso la linea.

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