Liga Veneta: 35 espulsioni, botte e denunce. Arrivano i carabinieri

Consiglio nazionale del Carroccio a Noventa Padovana. Fra i cacciati Goisis e Furlanetto. Finisce in rissa, Pizzolato steso da un pugno di Bragantini. Ambulanza e carabinieri. Tosi scappa scortato

NOVENTA. Raffica di espulsioni decise dal Consiglio nazionale della Liga Veneta riunito a Noventa Padovana: 35 i provvedimenti varati dal parlamentino veneto, che riguardano altrettanti bossiani, fra cui nomi di spicco come l'ex parlamentare Paola Goisis, il consigliere regionale Giovanni Furlanetto e molti dirigenti veneziani.

Tensione per tutta la mattinata, fino al punto che l'ex segretario veneziano Pizzolato (fra gli epurati) e il deputato veronese Bragantini si sono messi le mani addosso. Il veneziano finisce a terra, denuncia e arrivano i carabinieri. Portato via in ambulanza. Tosi è stato costretto a lasciare la riunione scortato dai carabinieri.

Al termine della riunione il presidente della Regione Luca Zaia ha confermato le 35 espulsioni fra cui quella di Furlanetto. "Io non ho diritto di voto - ha detto Zaia - altrimenti avrei votato contro". ll segretario veneto Flavio Tosi è stato accompagnato fino all’auto dai carabinieri intervenuti dopo le forti tensioni: Tosi si è allontanato tra gli insulti di un centinaio di "ribelli".

La tensione è scemata dopo l’intervento anche del comandante dei carabinieri di Padova, Renato Chicoli, accompagnato da una decina di militari. L’ufficiale si è intrattenuto con i componenti in consiglio nazionale per comprendere cos’era avvenuto. Dopo una mezzora e su invito del segretario provinciale della Lega di Padova Roberto Marcato i "ribelli" hanno lasciato Noventa per andare a casa. Prima però alcuni, tra i quali l’ex parlamentare Paola Goisis e i consiglieri regionali Giovanni Furlanetto e Santino Bozza, hanno fatto una foto di gruppo: «Siamo orgogliosi - hanno detto - di esser stati espulsi».

Trauma cranico per Pizzolato. «Trauma cranico»: è questo il referto dei medici per le lesioni riportate dall’ex segretario veneziano della Lega Paolo Pizzolato durante lo scontro con l’onorevole Matteo Bragantini nel corso del Consiglio Nazionale.

Bragantini: "Sono stato aggredito". Sono stato io ad essere stato aggredito»: così il vice capogruppo della Lega alla Camera Matteo Bragantini, racconta la zuffa tra lui e l’ex segretario provinciale di Venezia Paolo Pizzolato: «Sono ancora in sede e aspetto i Carabinieri - ha raccontato attorno alle 13 - per formalizzare la mia controdenuncia, in modo da ristabilire la verità dei fatti». «Pizzolato mi ha picchiato - ha continuato Bragantini -. Andrò al pronto soccorso per farmi medicare e refertare».

Zaia: "Chiudere questa pagina indecorosa". La Lega deve chiudere con una pagina indecorosa della sua storia, ritrovare convivenza civile e valori del partito. A sostenerlo il presidente leghista del Veneto, Luca Zaia: «Nella vita nessuno di noi della Lega avrebbe mai pensato di vivere un momento così difficile, pieno di tante tensioni e scontri personali», ha detto al termine del Consiglio nazionale. «Faccio appello a tutti coloro che, da una parte e dall’altra, che credono ancora ai valori della Lega affinchè a mente fredda si possa trovare una soluzione di civile convivenza e di rispetto delle idee altrui sotto lo stesso tetto della Lega». «Solo così, con una Lega compatta, potremo - ha aggiunto - tornare a dare doverose risposte alla nostra gente e ai loro problemi che nulla hanno a che vedere con le sterili polemiche della politica e porre fine a questa indecorosa pagina di storia che stiamo scrivendo».

Marcato: "Amareggiato e deluso". «Sono amareggiato e deluso». Sono le uniche parole che escono di bocca a Roberto Marcato, membro del direttivo della Lega Veneta, dopo le 35 espulsioni decise dal Consiglio Nazionale.

La protesta inizia in mattinata. In 150 bossiani hanno manifestato fin dal mattino in silenzio, con cerotto alla bocca e la sciarpa verde con il simbolo del Carroccio al collo, il proprio dissenso contro l’ipotesi di “purghe” che il Consiglio Nazionale Veneto della Lega doveva discutere nell’assemblea di Noventa Padovana. I leghisti, quelli più vicini a Umberto Bossi, con l’ex parlamentare Paola Goisis in primis, si sono dati appuntamento davanti alla sede del Consiglio Nazionale.

Il silenzio che si erano imposti è stato però rotto con l’arrivo del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che nei giorni scorsi ha sempre suggerito una linea morbida, acclamato a gran voce e indicato dai manifestanti come loro guida. «Vogliamo la lista Zaia, sei il migliore» è stato il coro quasi unanime. Desiderio svanito sul nascere dallo stesso Zaia che ha sottolineato ai giornalisti il desiderio di un esito positivo della vicenda. «Penso - ha sottolineato - che questo non sia da evidenziare. Magari se fossi da un’altra parte mi avrebbero accolto con gli spintoni». «Spero che questa situazione - ha detto - si risolva nella maniera migliore, facendo uscire una Lega compatta. I provvedimenti disciplinari non risolvono questo problema». Zaia partecipa alla riunione ma senza diritto di voto.

Se Zaia è stato ricevuto quasi con una standing ovation, il segretario nazionale Flavio Tosi al suo arrivo è stato accolto da gelidi sguardi e da un fischio e da un solo buuuh, sfuggito per errore dai “ribelli” che avevano deciso di fare una protesta costruttiva e silenziosa. Il Consiglio nazionale è a stragrande maggioranza tosiana, essendo la risultanza dell'ultimo congresso regionale (nazionale nel gergo leghista) vinto dal sindaco di Verona. A mezzogiorno riunione ancora in corso, è uscito l'assessore regionale Marino Finozzi ed è stato insultato da un drappello di bossiani che resiste davanti alla porta.

Dal Lago: "Chi usa violenza ha sempre torto". «Ha sempre torto chi usa la violenza, un sistema che non è mai entrato nella storia della Lega». Lo ha detto l’ex parlamentare del Carroccio Manuela Dal Lago, candidata sindaco alla prossime amministrative di Vicenza, commentando gli scontri tra leghisti a Padova. «C’è anche da dire però - ha proseguito Dal Lago - che chi va avanti a espulsioni, invece di trovare punti di convergenza in un partito diviso, sbaglia». Secondo l’esponete del carroccio «è necessario ricucire e riappianare gli animi»

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