Task force anti-degrado, ma non basta

Una giornata ordinaria tra un esercito di emarginati e situazioni pericolose. Commercianti esasperati: «Siamo prigionieri»
Di Valentina Voi
MALAGOLI - POLIZIA MUNICIPALE IN AREA STAZIONE
MALAGOLI - POLIZIA MUNICIPALE IN AREA STAZIONE

Ìn mano una bottiglia di birra da pochi spiccioli. Nell'altra alcuni cartoni tenuti sotto il braccio. Avanzano un po' barcollando, tra di loro c'è anche una donna. Parlano una lingua dell'est. Il gruppetto attraversa velocemente il marciapiede, si lascia alle spalle la stazione e si dirige verso viale Codalunga. Lascia il posto a un'altra scena di ordinaria disperazione: un uomo cerca in un cestino, un'occhiata veloce, ma speranzosa. Niente di tutto questo accade invece nella “Chinatown” di via Cairoli, dove la situazione è apparentemente calma.

È la cronaca di una mattina ordinaria in piazzale della stazione. Siamo in pieno giorno, il viavai di pendolari è costante e dentro lo scalo ferroviario c'è chi fa il biglietto e chi guarda il tabellone. Ma, soprattutto fuori, c'è anche chi non è di passaggio. Chi in stazione ci abita e attende, negli angoli più nascosti, che il piazzale torni a svuotarsi. A pochi passi dalle scolaresche in arrivo da tutta Italia c'è chi si siede in un angolo, sigaretta e birra, e guarda passare gli impegni, i ritardi, le vite degli altri.

I commercianti della zona sono esasperati. Si dichiarano «prigionieri». Di chi? Della varia umanità che popola la stazione: tanti i volti stranieri ma sono sempre di più anche gli italiani. La dipendenza (dalle droghe, dall'alcol) incatena a quei marciapiedi. Sempre più numerosi i Rom, almeno stando a quanto racconta chi lavora in stazione e nei suoi dintorni. Una situazione che rischia di esplodere. E alla quale la polizia municipale ha deciso di rispondere con un nuovo servizio dedicato proprio alle zone più calde. Ogni giorno due agenti del Reparto territoriale fanno lo stesso percorso che abbiamo appena raccontato. Via Tommaseo, via Donghi, corso del Popolo, fino in via Trieste, piazza de Gasperi e piazzetta Gasparotto. Ogni giorno, due volte al giorno, mattina e pomeriggio. «Una presenza di prossimità» spiega il commissario capo Andrea Boscarollo, «serve come punto di riferimento, per essere una presenza visibile. Non è mirato a fare multe, è un servizio diverso. Ciò non toglie che, durante il servizio, gli agenti notino e segnalino situazioni critiche o sospette. Succede per le attività commerciali dove, in una fase successiva, interviene il reparto di polizia amministrativa». La novità è entrata a regime ormai da un paio di settimane. Gli agenti hanno già un corollario di richieste, le più disparate. Dai turisti che chiedono informazioni per raggiungere le mostre cittadine, a chi ha un dubbio sul codice della strada. Gli agenti hanno riscontrato il favore dei commercianti che segnalano le situazioni di degrado. «Anche gli esercenti stranieri si rivolgono a noi» spiega Boscarollo. L’attenzione della polizia municipale non si rivolge solo alle immediate vicinanze della stazione ma comprende la zona fino a via Trieste. E all'ora di pranzo si concentra intorno alle cucine popolari, dove la fila è sempre un momento delicato. «Abbiamo tracciato con un compasso un cerchio intorno alla stazione» spiega il comandante della polizia municipale Lorenzo Panizzolo, «concentrando, in quella zona, diverse attività. In via Tiziano Aspetti gli agenti girano con un cane della nostra squadra, nell'ansa Borgomagno c'è la squadra ciclisti. La parola d'ordine è prossimità».

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