Montagnana. "Sono un peso", studente di 17 anni si uccide in salotto

MONTAGNANA. Morire a diciassette anni senza un perché. Affidare gli ultimi minuti della propria esistenza a un biglietto di carta e decidere di farla finita una volta per tutte. Quando la vita ha ancora tanto da regalare e quando ci sono ancora troppe esperienze da assaporare. La morte di un giovane lascia sempre sgomenti, ma il dramma assume tinte ancora più forti quando avviene in questa maniera: David Peruffo ha deciso di togliersi la vita da solo, a 17 anni, nel salotto della sua abitazione, in una grigia domenica pomeriggio. Quando il finto sole che pareva voler riscaldare la giornata è stato nascosto dalla pioggia scrosciante.
Un segno, forse anche questo, mandato dal cielo per protestare contro la tragedia che stava vivendo la città murata in quei minuti. Montagnana è sotto choc per quanto avvenuto ieri pomeriggio in via Matteotti 65, a pochi passi dalla Rocca degli Alberi simbolo della cittadina, nel cuore delle mura medievali. Erano le 15 e David aveva appena pranzato con la famiglia nella casa della nonna. Con lui, oltre ai genitori, c’erano anche zie e cugini. A quell’ora il diciassettenne, studente dell’Its nautico del polo tecnico “Venier” di Venezia, ha deciso di salutare i parenti, di inforcare la bicicletta e di tornare a casa. In quelle due ore Peruffo avrebbe dovuto preparare le valigie: ogni domenica pomeriggio, infatti, lo studente partiva in treno alla volta della città lagunare, dove rimaneva per tutta la settimana.
Peruffo era iscritto alla scuola di istruzione nautica “Cini-Venier”, che per gli studenti fuori sede mette a disposizione anche un convitto. Il ragazzo era ormai al terzo anno e aveva dimostrato di essere portato per il settore della marina, di amare quell’ambiente e di non soffrire particolarmente la lontanza da casa. La mamma Paola sarebbe dovuta tornare a casa alle 17 per prenderlo e accompagnarlo alla stazione dei treni. Salita in casa, però, la donna si è trovata di fronte una scena raccapricciante. Il figlio aveva deciso di togliersi la vita utilizzando come corda un filo elettrico, in salotto.
L’intervento di soccorsi e forze dell’ordine è stato vano: i sanitari del Suem e i carabinieri della stazione locale hanno solamente potuto accertare il decesso. La cronaca dell’evento non basta tuttavia a raccontare il dramma avvenuto. Nessuno, infatti, dai familiari agli amici più stretti, riesce a spiegare cosa possa aver spinto il ragazzo a compiere un gesto simile. L’unica testimonianza legata alla scelta del diciassettenne è un bigliettino, di appena due parole, lasciato in casa prima di togliersi la vita. «Sono un peso», questa la frase che dovrebbe spiegare la tragedia, tragedia che invece rischia di rimanere veramente senza spiegazioni. Il corpo del giovane è ora nella camera mortuaria dell’ospedale di Montagnana, in attesa che arrivi il nulla osta dell’autorità giudiziaria e che sia decisa la data del funerale.
David Peruffo, 17 anni compiuti lo scorso febbraio, è figlio di Edelberto e Paola, stimati titolari del Bar Corona di piazza Vittorio Emanuele II di Montagnana, uno dei locali storici del centro cittadino. Una zia, sorella di Paola, è Loredana Borghesan, sindaco di Montagnana. David aveva ancora una nutrita compagnia di amici nella cittadina, nonostante da tre anni vivesse quasi stabilmente a Venezia. Fino a due anni fa aveva giocato nelle file delle giovanili della Pallacanestro Montagnana, società che l’aveva visto militare dal minibasket fino al campionato Under 17.
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