Confesercenti e Iva al 22% «Addio ad altri 150 negozi»
«Aumentare l’Iva al 22%? Se il governo Letta lo farà, darà la mazzata finale al mondo del commercio e soffocherà ancor di più il già risicato potere d’acquisto delle famiglie». Va subito al sodo Nicola Rossi, presidente della Confesercenti, nel delineare le conseguenze del sempre più probabile incremento dell’aliquota Iva dal 21% al 22%.
Lo fa numeri alla mano, durante la riunione di presidenza provinciale del settore moda tenutasi ieri. Un report della Confesercenti evidenzia che l’aumento di un punto percentuale causerebbe quasi 40 milioni di Iva a carico delle famiglie padovane e un salasso pari a 23 milioni di euro per il commercio al dettaglio. Dopo il "no" alla sospensione del pagamento della rata dell’Imu su negozi, bar, ristoranti e magazzini, dopo la certezza che in una forma o in un’altra sarà comunque confermata la Tares, se dovesse essere varato l’aumento dell’aliquota Iva su prodotti e servizi sarebbe una vero colpo per tantissime piccole aziende: «Questo rialzo equivarrebbe a un danno per tutti» avverte Nicola Rossi, «frenerebbe ancora di più consumi e Pil, ma potrebbe avere conseguenze negative anche sullo stesso gettito fiscale: invece di aumentare potrebbe diminuire».
Un doppio passo falso? «Sì e l’interesse generale dovrebbe spingere, come chiediamo con forza da tempo, a riportare l’aliquota al 20%. Abbiamo ripetutamente chiesto interventi a favore delle famiglie per ridare fiato ai consumi e al mercato interno. Sicuramente è positiva la sospensione del pagamento della prima rata dell’Imu, ma è comunque un intervento non sufficiente per il mondo delle piccole imprese, in particolare quelle che operano sul mercato interno».
Se non ci dovesse essere il blocco dell’aumento Iva le famiglie padovane si troverebbero a dover pagare quasi 40 milioni di maggiore imposta sui consumi, e di questi ben 23 milioni sono relativi a prodotti commercializzati. Per Confesercenti l’ulteriore diminuzione di consumi e quindi di vendite al dettaglio per altri 25 milioni «costerebbe, nella sola nostra provincia, la chiusura di altri 150 negozi, che si aggiungerebbero agli oltre 600 che chiuderanno per la crisi in corso» conclude Rossi.
Il presidente Confesercenti ha l’indice puntato sul governo Letta: «Occorre dire basta alla scelta di far pagare il debito pubblico a famiglie ed imprese e chiedere all’Europa lo stesso trattamento concesso a Francia e Spagna». (m.nar.)
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