Consiglio comunale unanime «A casa i dirigenti della S. Tecla»

È in corso l’ispezione regionale sui servizi dell’istituto che appartiene alla Chiesa di Este Goisis: «Hanno creato un buco di quattro milioni dopo aver ricevuto quasi sette milioni pubblici»
Di Nicola Cesaro

ESTE. Gli ispettori regionali sono arrivati alla Santa Tecla. Da lunedì la Regione Veneto, come promesso, ha avviato l’ispezione per valutare l’organizzazione, il lavoro e il servizio della casa di riposo di via Pra’, oggetto di critiche e polemiche per alcune scelte gestionali. L’annuncio è stato dato dalla leghista Paola Goisis nel corso dell’ultimo consiglio comunale atestino, organismo che si è duramente scagliato contro la Fondazione Santa Tecla e che ha approvato all’unanimità una mozione che richiama alla responsabilità la dirigenza dell’istituto. L’arrivo degli ispettori non è stata l’unica notizia data dalla Goisis, che ha evidenziato anche alcuni aspetti economici della Rsa: «I bilanci della struttura presentano numeri allarmanti, a partire dai 4 milioni di disavanzo. Un buco molto pesante, che si è formato nonostante i 6,8 milioni di euro che la Regione ha sborsato negli ultimi anni all’ente. Senza contare, peraltro, le quote che mensilmente la Regione paga alla Rsa per ogni paziente». «Chi sbaglia deve andarsene!» ha affermato in maniera convinta Francesco Panfilo (Pd) «Questo squilibrio finanziario, di cui conosciamo poco per la mancata trasparenza della Fondazione, da cosa è stato generato? È un errore del management? Se sì, prima di iniziare un percorso di risanamento, è necessario che quella dirigenza venga rimossa». Non è da meno Vanni Mengotto (Udc): «La Santa Tecla ha ricevuto ingenti risorse pubbliche. Sono tutti bravi a fare gli imprenditori con i soldi degli altri. Ora la dirigenza vuole esternalizzare un servizio (quello socioassistenziale) che è il cuore dell’azienda. Ma se pensa che un soggetto esterno, in questo caso una cooperativa, lavori meglio della struttura stessa, forse la soluzione migliore è chiudere e dare la casa di riposo mano ad altri. È come se un Comune affidasse anagrafe e lavori pubblici a un esterno! Ricordo poi che alcuni dei dipendenti dell’azienda, che era un Ipab, erano titolari anni fa di contratti pubblici e ora li si vuole addirittura assoggettare a una cooperativa: immagino che ci saranno parecchie cause di lavoro, ma i danni eventuali voglio che li paghino i manager che hanno sbagliato». Oltre a Sergio Gobbo (Pdl), Carlo Zaramella (Lega nord), Matteo Pajola (Civiche d’Este) e Giovanni Guariento (Idv), è intervenuto anche Gianfranco Fornasiero (Pdl): «La Rsa dà la colpa della situazione finanziaria alla crisi. È una bufala, perché le “commesse”, gli anziani e i malati, purtroppo non sono mai calati: la colpa non è del calo degli utenti né del loro costo, ma della cattiva gestione». Ha chiuso il sindaco Giancarlo Piva: «Qualche consigliere ha parlato di guerra alla Fondazione, ma io credo che non sia questo il tono: ogni guerra porta dei morti e non vogliamo che sul campo rimangano né i lavoratori, né la Santa Tecla, né tanto meno gli ospiti».

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