«Dio ha creato l’uomo e la donna, unica soluzione possibile»

SOLESINO. Il caso continua a far discutere. Un giovane candidato sindaco che si dichiara gay alla vigilia delle elezioni amministrative e un parroco che gli scrive una lettera invitandolo a tornare sulla retta via e a non commettere peccato. Ciò che è successo a Solesino tra Matteo Pegorato e don Ferdinando Bodon continua a suscitare spunti di riflessione tra i lettori. Questa che pubblichiamo è la lettera giunta oggi alla nostra redazione: è l'opinione che AnnaMaria Lazzarin vuole condividere attraverso il nostro giornale.
Ho seguito sulla stampa il confronto tra Don Ferdinando e il candidato sindaco di Solesino Matteo Pegoraro riguardo alla sua dichiarata omosessualità. In una candidatura il voto si dà alla persona per ciò che propone e non per quello che sente nel suo intimo. Se lo fa deve anche accettare il pensiero di chi la pensa diversamente. In questo caso è un sacerdote a sollevare il suo disappunto riguardo all’omosessualità.
Don Ferdinando ha speso tutta la sua vita in favore di un credo fondato su un disegno di Dio e il suo denunciare è solo coerenza; denuncia il peccato, ma non condanna il peccatore.
Caro Don Ferdinando esprimo volentieri un mio pensiero in suo favore perché quello che lei “denuncia” non è discriminazione e neanche omofobia. Il suo pensiero vale almeno quanto quello di coloro che le sono contro… e non è neppure questione di politica, ma qualcosa di ben più alto.
E voi cari fratelli che vivete questa diversità non affannatevi per far capire quanto sia giusta la vostra situazione, chiamando famiglia quella che non potrà mai essere tale. Dio ha creato l’uomo e la donna per la procreazione nell’unico modo da Lui stabilito.
Vivete in pace così come vi sentite senza voler a tutti i costi sconvolgere la Sua creazione.
Dal momento che Dio ha creato l’uomo e la donna a Sua immagine e somiglianza doveva forse creare un “sesso” solo per far comodo a qualcuno oppure è stato onnipotenza a crearne due affinché tutti ne fossero avvantaggiati?
AnnaMaria Lazzarin
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