Pronti 40 milioni per le sale operatorie

Restyling della Terapia intensiva e dell’area materno-infantile
Di Fabiana Pesci
Treviso 20051122 IN FOTO IL DIRETTORE GENERALE USL 9 CLAUDIO DARIO (FOTOFILM/FotoFilm ) DARIO. Usl 9 Treviso Confermato
Treviso 20051122 IN FOTO IL DIRETTORE GENERALE USL 9 CLAUDIO DARIO (FOTOFILM/FotoFilm ) DARIO. Usl 9 Treviso Confermato

Un’iniezione da quaranta milioni di euro per rimettere a nuovo l’azienda ospedaliera di Padova: rinnovate le sale operatorie, le terapie intensive, ma anche un profondo restyling della Pediatria e dell’area materno-infantile. Via Giustiniani, in attesa del nuovo ospedale, cambierà volto grazie a un finanziamento (tutt’altro che scontato) che arriva direttamente da Roma, dai fondi ex articolo 20, destinati all’edilizia sanitaria. Lo stesso gruzzolo da cui spera di attingere il presidente della Regione Luca Zaia per finanziare la cittadella ospedaliera di Padova Ovest.

Ma, in attesa che il futuro della sanità padovana si faccia più nitido, il manager Claudio Dario ha deciso di dare un’accelerata al progetto di ristrutturazione. È da tempo che il Policlinico, il corpo dell’azienda ospedaliera che svetta alla sinistra dell’ingresso del Pronto soccorso, attende di essere rimesso a nuovo. Infatti, con il cambio repentino delle normative, finisce “fuori norma” un anno sì e l’altro pure.

Quaranta milioni per Padova.

La richiesta di finanziamento risale al 2008, quando a guidare il complesso di via Giustiniani era Adriano Cestrone. L’ex manager puntava a creare un unico gruppo di sale operatorie all’interno del corpo trattamenti del Policlinico. Anni di silenzio fino alla lieta novella, comunicata dalla Regione all’azienda ospedaliera pochi mesi fa. Nel frattempo il progetto nuovo ospedale ha preso forma, ma, a fronte di tempi di realizzazione biblici, la direzione di via Giustiniani ha deciso di procedere con l’avvio dei lavori.

La Commissione regionale per l’Investimento in Tecnologia ed Edilizia a marzo ha dato il “placet” alla modifica dell’ex progetto Cestrone, aggiungendo pure la riorganizzazione dell’area materno-infantile. Il 29 settembre il ministero della Salute passerà al vaglio per l’ultima volta il planning edilizio aziendale, prima di aprire il portafogli. L’investimento totale, già approvato dalla Regione, è di quaranta milioni di euro, 35 ex articolo 20 e 5 di fondi aziendali.

Nuove sale operatorie.

Ieri è stata pubblicata la delibera relativa al progetto preliminare, una vera e propria rivoluzione all’interno del corpo trattamenti. Verrà ristrutturato il piano rialzato, con la realizzazione di una terapia intensiva post operatoria. Undici posti letto, in box singoli da 14 metri quadrati l’uno. Ma saranno le nuove sale il fiore all’occhiello dell’ospedale “rinnovato”. Al quarto piano prenderanno posto quattro nuove aree operatorie, due delle quali predisposte per interventi di robotica. Le sale saranno dotate di tutto: dalla Tac alla risonanza magnetica, per rendere più agevole la diagnosi preoperatoria, che avverrà direttamente nel perimetro dello spazio chirurgico. Al settimo piano invece sarà predisposta l’area direzionale.

I costi di realizzazione.

I lavori del corpo trattamenti (compresi tutti gli adeguamenti alle norme di legge) costeranno 11 milioni 229 mila euro, mentre le attrezzature e gli arredi supereranno la cifra di 17 milioni di euro. Spese folli? In caso di trasloco nel nuovo ospedale, si sta già pensando a trasferire il “pacchetto sale” a Padova Ovest.

I disagi.

Secondo quanto previsto, i lavori verranno eseguiti piano per piano, cercando di limitare al minimo i problemi di convivenza tra cantieri, degenti e personale medico e infermieristico. Il nuovo gruppo operatorio sarà concepito in modo funzionale, per porre fine al problema più grave di via Giustiniani, la distribuzione delle sale operatorie a macchia di leopardo all’interno dell’area di via Giustiniani.

Risiko ospedaliero.

La realizzazione del nuovo gruppo operatorio al Policlinico darà il “la” a una serie di interventi di riorganizzazione. Il manager Claudio Dario, in occasione della presentazione del Libro bianco, ha disegnato il futuro prossimo di via Giustiniani: prevista la suddivisione netta tra area chirurgica e ambulatoriale. Un modo per distinguere nettamente chi è ricoverato da chi invece deve accedere solo per qualche ora all’azienda ospedaliera.

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