Le cremazioni superano le sepolture tradizionali

Risparmio e praticità battono la tradizione. Per la prima volta a Padova le cremazioni superano le sepolture tradizionali conquistando più della metà dei padovani che hanno scelto questa modalità per...

Risparmio e praticità battono la tradizione. Per la prima volta a Padova le cremazioni superano le sepolture tradizionali conquistando più della metà dei padovani che hanno scelto questa modalità per l'eterno riposo. Il sorpasso, iniziato alcuni anni fa quando le cremazioni erano appena un quarto delle sepolture, è avvenuto quest'anno. I dati forniti dal settore Servizi Cimiteriali ed aggiornati allo scorso agosto parlano di 799 cremazioni a fronte di 670 sepolture a terra o in loculo. Appena un anno fa, nel 2012, i padovani che sceglievano la cremazione erano ancora meno della metà. «Tra le motivazioni che spingono verso la cremazione ci sono l'economicità del servizio e anche alcuni aspetti pratici» spiega l'assessore ai Servizi Cimiteriali Silvia Clai, «perché a differenza dell'inumazione a terra o della tumulazione il problema non deve essere affrontato nuovamente allo scadere della convenzione. E poi si può optare per soluzioni condivise: ad esempio mettendo nello stesso loculo due persone, magari coniugi, o usando l'ossario di famiglia».

Una pratica consentita dalla Chiesa cattolica e con dei vantaggi anche per l'amministrazione comunale. Da un anno è infatti attivo il forno crematorio della città gestito da Aps Opere e Servizi. Anche per questa struttura è tempo di bilanci. «Ci eravamo dati come obiettivo il raggiungimento di 4mila cremazioni» spiega la Clai, «e siamo andati in equilibrio. Questo anche grazie alle convenzioni con altri comuni della provincia». Per incentivare l'utilizzo della struttura il Comune aveva infatti siglato un accordo che prevedeva tariffe più convenienti rispetto ai servizi privati e oltretutto senza Iva: questo ha portato a Padova più di 800 salme da fuori città. «Non vogliamo lucrare su questi aspetti» continua l'assessore, «a fine anno le convenzioni non verranno rinnovate e non vogliamo ingrandire il servizio». «Abbiamo avuto 35 cerimonie nella sala di commiato» continua l'assessore, «di cui una buddista, bellissima».

Valentina Voi

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