Il Bacchiglione adesso fa meno paura

SELVAZZANO. A quasi tre anni dall’alluvione del novembre del 2010 il Bacchiglione a Saccolongo e a Selvazzano fa meno paura. Ieri sulle sponde del fiume, nel corso di un sopralluogo al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Difesa del suolo Maurizio Conte, il dirigente del Genio civile Tiziano Pinato e il sindaco di Selvazzano Enoch Soranzo, si è fatto il punto dei lavori realizzati dall’alluvione a oggi. Opere che riguardano il ripristino delle sommità arginali e la messa in sicurezza dei movimenti franosi mediante la sagomatura e il consolidamento delle sponde.
Il primo intervento post alluvione risale al gennaio 2011 e riguarda un tratto di argine sinistro del Bacchiglione in prossimità delle vie Napoli e Milano, prospiciente al quartiere Danovi, dove il Genio ha creato un diaframma di calcestruzzo annegato nella sponda per una lunghezza di circa 250 per evitare le infiltrazioni e il formarsi di fontanazzi. Importo del progetto 250 mila euro. Sono pressoché terminate le opere, sempre sulla sponda sinistra, a monte del ponte di Tencarola in corrispondenza della golena Sabbionari. In questa zona e in altre a monte fino al ponte di Selvazzano ha operato il Comune sotto il diretto controllo del Genio. Tra una quindicina di giorni sarà concluso anche il tratto di argine destro di circa 1600 metri in Comune di Saccolongo, che va dall’immissione del Tesinella fino al ponte di Creola.
«Queste opere, che sono state eseguite con somma urgenza per evitare che succeda quello che si è visto tre anni fa, sono solo il punto di partenza della messa in sicurezza del territorio», ha spiegato Conte. «Il passo successivo riguarda la realizzazione a monte, tra Vicenza e Padova, delle cosiddette vasche di laminazione che dovrebbero risolvere in via definitiva il problema trattenendo a monte l’acqua». La realizzazione dei bacini di sfogo dovrebbe partire all’inizio del 2014. «Abbiamo appaltato i lavori, speriamo di attivare i cantieri al più presto», ha spiegato l’ingegner Tiziano Pinato. Dobbiamo tenere conto che le ultime opere idrauliche importanti in Veneto risalgono all’epoca del fascismo. Per una seria difesa del suolo nella nostra regione servirebbero 2,7 miliardi di euro».
Il sindaco Enoch Soranzo ha messo in evidenza come una volta esauriti i tempi della burocrazia siano immediatamente partiti i cantieri. «Per sistemare l’asta del Bacchiglione nel nostro Comune sono stati spesi oltre 2 milioni di euro. Finanziamenti straordinari che sono arrivati dalla Regione».
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