L’imputato scappa? Il processo non si fa

Applicata per la prima volta a Padova la nuova legge: accusato di stupro è irreperibile, la sentenza solo quando si troverà
Di Carlo Bellotto

È accusato di stalking e violenza sessuale ma può stare tranquillo. La sua irreperibilità gli assicura l’impunità. O, meglio, gli garantisce che il processo contro di lui non si svolgerà fino a quando non gli verrà notificato l’atto che lo informa del procedimento (e se è straniero ed è tornato in patria e ci resta, potrebbe non venir giudicato mai). Lo stabilisce la nuova legge dell’aprile scorso, la numero 67, diventata applicabile da pochi giorni. Ieri in tribunale a Padova c’è stato il primo caso - e tra i primi in Italia - d’applicazione della nuova norma. Davanti al tribunale si è aperto il processo, subito sospeso, a Toufik Guerfi, 43 anni, algerino, dichiarato irreperibile il 25 febbraio 2013. La procura gli contesta di aver perseguitato una ragazza padovana che oggi ha 28 anni, causandole uno stato d’ansia e di paura che le l’ha costretta a modificare le proprie abitudini. La perseguitava pure al lavoro, un’occupazione che lei, proprio per questo ha dovuto abbandonare. La importunava in pubblico con frasi offensive, in alcune occasioni l’ha percossa e colpita con un pugno al volto. L’ha tempestata con chiamate e messaggini ripetuti, anche nell’arco della stessa giornata e pure in orario notturno. Il tutto in un arco temporale che va dal giugno all’agosto 2011 e per alcune condotte fino al settembre 2012.

Inoltre il 16 luglio 2011 Toufik, durante un bisticcio con la ragazza, le avrebbe lanciato contro suppellettili, poi le avrebbe sputato contro, prima di impugnare un coltello con il quale avrebbe minacciato atti di autolesionismo. Quindi si sarebbe alterato dopo il rifiuto di lei di avere rapporti sessuali, costringendola contro la sua volontà ad un rapporto completo. Ieri la ragazza, era presente in aula e assistita dall’avvocato Carlo Bermone. Non vedrà giustizia, o perlomeno non a breve, visto che lui è sparito nel nulla. Al giudice (il pm d’udienza era Sergio Dini) non è rimasto che rinviare al 23 settembre prossimo. Nel caso che l’imputato non fosse stato rintracciato si rinvierà ulteriormente il processo di un anno. E così si farà ogni anno. Se rimarrà irreperibile si potrà sospendere il processo fino al doppio del termine previsto dalla prescrizione, che comunque è sospesa fino a quando è irreperibile. Si tratta di una legge che recepisce le norme europee e che ha come obiettivo quello di non processare gli “invisibili”, le persone che, appunto, non sono in aula. Ma che non mette in primo piano la tutela della vittima in attesa di giustizia, attraverso una sentenza. Come si potranno assumere le prove, se non in questo caso in altri, dopo anni e anni dai fatti contestati? Il ricordo degli eventuali testimoni sarà sbiadito dopo tanto tempo che potrebbe arrivare anche a 10 o 15 anni dopo i fatti contestati.

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