Padova onora il suo Santo, in migliaia per la processione

PADOVA. "Antonio fu un uomo arrivato da lontano, che scelse la nostra città e le donò tutto se stesso. Ricordandolo, ricordiamoci di mantenere sempre aperti il nostro cuore e, con esso, le porte di Padova. Solo così sapremo accogliere ogni novità positiva, da qualsiasi parte del mondo provenga. Solo così è stato possibile, per i padovani di un tempo, raccogliere la testimonianza di fede e di amore di Sant’Antonio". Un discorso di grande apertura quello del neosindaco Massimo Bitonci al termine della processione per la Festa del Santo, di fronte a decine di migliaia di persone in basilica e sul sagrato.
Il sindaco ha poi concluso il suo intervendo affidando "come fedele e come Sindaco, il mandato e l’Amministrazione comunale di Padova all’intercessione di Sant’Antonio", ricordando i suoi genitori che si chiamavano Antonio e Antonia.
Decine di migliaia di fedeli - si calcola intorno ai 100mila - sono confluiti in città per la tradizionale festa del patrono. Dall'inizio della "Tredicina", cioè i tredici giorni che precedono la celebrazione, è stato stimato che siano giunti in Basilica almeno altre 80mila persone, provenienti da tutto il mondo. Moltissimi i pellegrini polacchi, tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli, numerosi i croati. Ma gruppi sono arrivati a Padova anche dagli Stati Uniti, Malesia, dall' Australia, da Taiwan e da tutta l'America Latina.
Il programma delle celebrazioni. A Padova nella giornata della festa del Santo la basilica resta aperta dalle 5.30 alle 22.30; la prima messa è alle 6, l’ultima alle 21. Nella giornata vengono celebrate 11 messe. La più importante, soprattutto per i padovani, è la messa delle 11 che è presieduta da monsignor Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova. Nel pomeriggio, alle 17, la santa messa solenne presieduta da padre Giovanni Voltan, ministro provinciale dei Frati Minori Conventuali.
È il prologo della formazione del corteo, a cui partecipa anche il nuovo Delegato Pontificio, Sua Eccellenza Mons. GiovannI Tonucci che, verso le 18, si muove dalla piazza. In processione la statua di Sant’Antonio, la reliquia del mento del Santo, i complessi strumentali di Campodarsego, Galzignano, Santa Maria di Sala, Christus vincit, Selvazzano e dei Colli Euganei, le rappresentanze delle confraternite, delle associazioni culturali e religiose, dell’Ordine di Malta, dei Cavalieri del Santo Sepolcro, della Milizia dell’Immacolata ed altre. Il corteo seguirà questo itinerario: piazza del Santo, via del Santo, via San Francesco, Canton del Gallo, via Roma, via Umberto, Prato della Valle, via Luca Belludi, piazza del Santo. La processione si conclude con la riflessione del Ministro Provinciale ed il saluto del nuovo sindaco di Padova, Massimo Bitonci, quindi la preghiera a Sant’Antonio, la benedizione con la reliquia del Santo e il saluto di padre Enzo Poiana, rettore della Basilica.
Stop al tram. Vi sono variazioni nel servizio dei mezzi pubblici: dalle 17 alle 20 il tram è in circolazione solo sul tratto Guizza-Bassanello-Santa Croce- Fermata Cavalletto. Limitate anche le corse in partenza, nella stessa fascia oraria, in direzione nord-sud. Deviati dalle 17 alle 20, gli autobus delle linee 3 e 11 (per Piazza Garibaldi e Corso Milano), 13 e 16 ( per via Cavalletto e via Cernaia), 18 (Cernaia, Corso Milano e Piazza Garibaldi). Diretto Centro e Bus dell’Arte.
Celebrazione all'Arcella per il Transito. Quattromila persone ieri sera, dalle 20.30 alle 22, hanno preso parte alla rievocazione storica del Transito del Carro. È la rievocazione del carro trainato dai buoi che, alla vigilia del 13 giugno 1231, ha accompagnato il Santo, già agonizzante, al monastero dell’Arcella. Dopo il Taumaturgo, il più atteso della processione era il nuovo sindaco Massimo Bitonci alla sua prima uscita pubblica ufficiale. «Sono contento di trovarmi ancora una volta in mezzo alla gente», ha detto il primo cittadino. «Sono venuto a rendere onore al Santo anche perché i miei genitori si chiamavano Antonio e Antonia. Da sempre sono cattolico praticante e nel giorno del ballottaggio sono andato a pregare in Basilica, nella chiesa di Santa Giustina e nel convento di San Leopoldo Mancic».
La processione è partita alle 20.30, proprio nel momento in cui è cominciato a soffiare un forte vento di terra, che ha strappato i drappi religiosi dai balconi e dalle finestre ed il cielo si è coperto di nubi minacciose. In prima fila lo stendardo del Palio dell’Arcella, issato in alto dal preside Andrea Bergamo e, a seguire, i 13 paggetti che precedevano i figuranti dei rioni Capodiponte, Brolo, Grate e Monastero, la Corte Medievale di Baone, i Cavalieri di San Marco e di San Giovanni di Gerusalemme, gli alpini dell’Ana, gli esponenti di Avis, Fidas e Croce Verde, le bande musicali Ciro Bianchi, di Cittadella e di Sant’Andrea di Campodarsego, i macellai con i mantelli azzurri.
Il Gonfalone del Comune era trasportato dai vigili Scarpelli, Breda ed Ammendola, con dietro Maurizio Saia, mentre quello dell’Arca Veneranda del Santo era nelle mani del presidente Gianni Berno. I frati conventuali erano rappresentati da padre Spimpolo e da frate Giovanni Volta. Dietro al carro, trainato da due buoi. E, per la prima volta, un bus di pellegrini tedeschi, provenienti da Dachau.
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