Assunte all’Oic le ex dipendenti
ESTE. Accordo fatto e lavoratrici “salve”. È a un passo la soluzione della vertenza Santa Tecla, cominciata lo scorso dicembre con l’invio della lettera di licenziamento a una cinquantina di dipendenti della casa di riposo di Este. Lunedì è stato firmato l’accordo definitivo tra la maggior parte delle lavoratrici – 26 e tutte difese dal sindacato Usb – e la controparte, la Fondazione che gestisce la struttura. Le donne licenziate, a casa dall’1 febbraio 2014, sono state ufficialmente assunte da Oic e dunque “reintegrate” nella loro piena funzione lavorativa. Sono sono state destinate alla casa di riposo di via Nazareth, a Padova, gestita dalla Fondazione Oic, che ha un forte legame con la Santa Tecla di Este. «Cgil, Cisl e Uil avevano assicurato che il massimo che si poteva garantire era l’assunzione, con tempi e modi discutibili, all’interno della cooperativa a cui sono stati affidati i servizi socio-sanitari della Santa Tecla» spiega Gabriele Raise di Usb «Noi, con una lotta durata 150 giorni, abbiamo invece portato a casa un risultato più importante, garantendo un contratto a tempo indeterminato, e dunque le stesse garanzie e gli stessi livelli che avevano a Este prima del licenziamento e dell’esternalizzazione dei servizi alla cooperativa». Usb ha inoltre ottenuto l’inserimento di una clausola di avvicinamento: qualora Oic dovesse aprire o gestire un centro più vicino a Este, queste lavoratrici saranno dirottate lì. Ad accordo firmato, ora resta solo da attendere il 16 dicembre: in quella data, se la conciliazione tra le due parti avrà esito favorevole, la vertenza verrà chiusa definitivamente.(n.c.)
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