A Schiavonia per l'emergenza coronavirus chiuse le degenze e declassato il pronto soccorso

Al Covid hospital della provincia di Padova confermati gli interventi programmati. Restano aperti Oncologia, Psichiatria e Punto nascite
4 maggio 2020.Primo giorno di fase2 dopo il lockdown a Monselice. Nella foto: all'accettazione dell'ospedale di Schiavonia si spiega ai pochi utenti il nuovo percorso.
4 maggio 2020.Primo giorno di fase2 dopo il lockdown a Monselice. Nella foto: all'accettazione dell'ospedale di Schiavonia si spiega ai pochi utenti il nuovo percorso.

MONSELICE. Chiuse le aree di degenza, interventi programmati confermati (ma ridotti o interrotti quelli con anestesista), pronto soccorso declassato ma anche reparti che restano aperti come Psichiatria, Oncologia e Punto nascite. È questa la nuova organizzazione del “Madre Teresa” di Schiavonia, il Covid Hospital della provincia di Padova, che ormai si assesta sui novanta posti letto occupati con malati di Coronavirus.

Per ora qui sono previsti 150 ricoveri Covid: 80 in Malattie infettive, 40 in subitensiva e 30 in Terapia intensiva. i reparti chiusi Sono chiuse le Medicine, l’Unità di terapia intensiva coronarica, l’Emodinamica e l’Area chirurgica. Verranno garantiti solo gli interventi ad oggi programmati. Eventuali ricoveri urgenti di chirurgia saranno invece dirottati verso altri presidi. Il Pronto soccorso continua a funzionare ma viene declassato a Punto di primo intervento.

E a proposito di Pronto soccorso, un nuovo tendone - più ampio di quello blu della Protezione civile in funzione ora - sarebbe in via di allestimento e dovrebbe servire ai tamponi notturni. Lo spostamento è finalizzato a “sgravare” l’area del Pronto soccorso. cosa resta aperto Rimangono invece aperti i reparti di Nefrologia, Oncologia, Psichiatria, il Punto nascite, la Radiologia, il Day Hospital medico, la Chirurgia ambulatoriale, il Laboratorio e i Poliambulatori. Questi ultimi hanno ora organizzazione settimanale, con eventuali riduzioni o spostamenti verso il presidio di Montagnana se necessario.

In particolare, verso l’ospedale montagnanese verranno dirottate le visite geriatriche e le dialisi afferenti a Nefrologia. carenza di anestesisti La cronica carenza di anestesisti e la necessità di occupare questi professionisti verso i casi più gravi di Covid impone, tra le altre cose, che per Endoscopia vengano garantite solo le prestazioni senza anestesia, o che comunque queste vengano rimodulate. Stesso discorso vale per la Chirurgia ambulatoriale. Sono inoltre sospese le Radiofrequenze che necessitano di anestesista. Da ultimo, saranno ridotti i doppler Tsa e le ecografie eseguite da internisti.

Non è invece ancora stata resa nota la funzione che avrà l’ex ospedale di Monselice (204 posti riattivati a marzo), per cui è ripresa la vigilanza 24 ore su 24 da parte della Protezione civile, né si è fatta allusione all’uso del tendone offerto dal Qatar, allestito da mesi ma ancora privo di letti e apparecchiature. la posizione del pd «L’ospedale di Schiavonia è la vera “cartina tornasole” di come la Regione ha gestito l’emergenza Covid in provincia di Padova» commenta Vittorio Ivis dalla segreteria provinciale del Pd «Se si torna alla situazione di marzo, con un presidio esclusivamente dedicato alla funzione di Covid center, con servizi specialistici azzerati, sorge una sola domanda: cosa abbiamo imparato dalla prima ondata? A cosa ci sarebbe servita? Da giorni i sindaci della Bassa Padovana procedono uniti con richieste chiare e semplici a tutela della salute dei propri cittadini. La fanno trasversalmente, in modo trasparente e serio. L’Usl, tuttavia, sembra essere sorda e lenta. Cosa si sta aspettando per decidere? Dovremmo essere tutti uniti, tutti dalla stessa parte. In gioco c’è la salute di un intero territorio sul quale non è giusto e non possiamo permettere vengano sempre scaricate le peggiori sciagure». —

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