Abano Terme, addio alla parola fango: «Chiamiamolo argilla biotermale per attirare i giovani»
La proposta di Andrey Dimitrov, titolare del Terme Eterna Resort, per rilanciare le cure termali e puntare sulla longevità. Favorevole anche Cristina Borile di Confindustria: «Cambiare nome può essere una buona strategia di marketing»

Dire addio alla parola “fango” e chiamarlo “argilla biotermale”, per renderlo più attrattivo anche agli occhi di una clientela giovane. È la proposta di Andrey Dimitrov, titolare del Terme Eterna Resort, hotel a quattro stelle di Abano, che invita a rinnovare la promozione delle cure termali. «Il termine fango viene spesso associato a una clientela molto avanti con gli anni», osserva Dimitrov. «Dobbiamo cambiare il modo in cui ci presentiamo e rivolgerci anche a persone più giovani. Il fango deve essere visto come un trattamento che aiuta a stare meglio. La parola fango non richiama qualcosa di piacevole: un nome più accattivante può aiutarci a parlare a un pubblico nuovo».
Le terme puntano sulla longevità e sulla prevenzione
La proposta si lega al tema della longevità, sul quale punta anche l’hotel aponense. «Il nostro è un longevity hotel. I fanghi possono aiutare chi soffre di dolori, ma dobbiamo far conoscere anche l’importanza della prevenzione e del prendersi cura di sé. Il messaggio deve essere diverso: non si viene alle terme solo quando si è anziani o si hanno problemi, ma anche per cercare di stare bene più a lungo». Per Dimitrov serve una nuova strategia di promozione alla luce dei cambiamenti nel turismo termale. «I tedeschi non arrivano più come un tempo. Da quando le casse malattia tedesche hanno smesso di finanziare i fanghi, la loro presenza è diminuita. Non possiamo aspettare che tutto torni come prima: dobbiamo trovare nuove strade con coraggio e parlare a persone nuove».
Le cure termali con il ticket e il ruolo dei medici di famiglia
L’albergatore invita inoltre a far conoscere meglio i trattamenti agli stessi residenti. «Anche ad Abano e Montegrotto molte persone non conoscono i fanghi o non sanno di poterli fare pagando il ticket. È necessario promuoverli a livello locale e coinvolgere i medici di famiglia, perché possano informare i loro pazienti sulle opportunità offerte dalle cure termali».
Confindustria favorevole: «Una buona strategia di marketing»
Favorevole alla proposta Cristina Borile, vicepresidente della sezione turismo di Confindustria. «Quando si tratta di modernizzare e svecchiare sono sempre in prima linea. Con il mio gruppo, Gb Hotels, abbiamo proposto nuove formule e modalità di applicazione del fango, anche in chiave anti-age, avvicinando persone più giovani. Cambiare nome può essere una buona strategia di marketing». Borile richiama anche il bonus terme e le risorse ancora disponibili per far conoscere le cure. «Serve una campagna informativa rivolta anche ai medici di famiglia. Con la prescrizione, per chi ha diritto alle cure in convenzione, si possono effettuare dodici sedute pagando il ticket previsto. Dobbiamo spiegare meglio questa opportunità anche ai residenti».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








