Abbazia di Praglia, in 75 anni restaurati oltre 30 mila volumi antichi
Il laboratorio di restauro del libro e di opere d’arte su carta dell’Abbazia benedettina ha compiuto 75 anni di ininterrotta attività. A segnare la storia dell’attività è stato il recupero e il primo intervento su circa 4000 volumi danneggiati dalle alluvioni di Firenze e Venezia del 1966

Il Laboratorio di restauro del libro e di opere d’arte su carta dell’Abbazia benedettina di Praglia ha compiuto 75 anni di ininterrotta attività. Fondato il 24 settembre del 1951 dal monaco benedettino don Giuseppe Tamburrino, negli anni ha eseguito oltre 30.000 interventi. Alcuni anche di notevole pregio storico culturale e artistico, come il manoscritto 338 contenente la più antica trascrizione del Cantico delle Creature, il manoscritto 686 con la Vita seconda di san Francesco di Tommaso Celano.
Codici della biblioteca del Sacro Convento di Assisi che dopo il restauro sono stati esposti a New York prima al palazzo di vetro dell’Onu e poi al Brooklyn Borougu Hall. Ma anche bolle di Papi e imperatori, lettere autografe di personaggi illustri. A segnare la storia del laboratorio è stato il recupero e il primo intervento su circa 4000 volumi danneggiati dall’alluvione di Firenze e Venezia del 1966.
Mani esperte
Il laboratorio, che si trova nell’ala del monastero a sud del chiostro botanico, è ancora oggi uno dei più importanti e ricercati d’Italia. Vi lavorano mani esperte e pazienti dei monaci, come quelle di don Luciano Gabrieli che conta 36 anni di attività di restauro, ma anche esperti laici come il direttore del laboratorio Alberto Benato di Vo’ e alcuni giovani collaboratori e collaboratrici. A sovraintendere all’attività è l’abate di Praglia padre Stefano Visintin. A Praglia vengono recuperate opere di enti pubblici e privati.

Gli interventi di restauro riguardano libri, pergamene, incisioni, disegni, fotografie, sigilli e tutto ciò che interessa il materiale cartaceo membranaceo. Oltre alle tecniche tradizionali introdotte dai benedettini in uso dal 1951, il laboratorio oggi - come spiega il direttore Benato - opera con camera di umidificazione, pulitura per via chimica con gel rigidi, uso degli enzimi per la rimozione di adesivi a base vegetale o animale, trattamenti ossido-riducenti per rallentare il degrado ossidativo della carta, fitato di calcio come chelante degli ioni ferro negli inchiostri ferrogallici, consolidamenti di pigmenti e mediazioni grafiche con varie tecniche.
Il convegno
Per festeggiare i 75 anni di ininterrotta attività del laboratorio è stato organizzato il convegno “La Regola e la Cura” che si terrà a centro congressi dell’Abbazia, alle 14.30 di sabato 17 ottobre 2026. Nel corso dell’incontro verranno presentati tre casi di studio di straordinaria rilevanza nazionale e internazionale.
Il recupero del volume “Theatrum Orbis Terrarum” di Abramo Ortelio, illustrato da Eleonora Balliana dell’Università Ca’ Foscari e Claudia Benvestio. La salvaguardia delle più antiche pergamene del Sacro Convento di Assisi con fra Carlo Bottero e il restauro dei 29 manoscritti alluvionati al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia con Silvia Urbani e Silvia Pugliese. Aillustrare gli interventi di restauro Alberto Benato, Eleonora Gallo e Jacopo Assenza.
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