Addio a Turi Fedele, raffinato intellettuale
ESTE. Infaticabile organizzatore ma, soprattutto, raffinato intellettuale. Il cuore di Turi Fedele, classe 1926, ha ceduto ieri mattina a Este dopo una strenua e lunga battaglia. Storico cancelliere della Pretura di Este, Turi Fedele è tuttavia conosciuto dalla comunità culturale nazionale soprattutto per la sua infaticabile attività di promotore prima del Premio dei Colli, il festival del documentario che si tenne a Este dal 1960 al 1971, e poi per essere stato il presidente sino all’anno scorso del centro di cultura La Medusa che dal ’90 sino ai nostri giorni ha promosso nella nostra città decine di mostre legate prevalentemente alla grafica, di cui il centro è uno dei punti di riferimento europei, ma anche alla pittura, alla fotografia, alla scultura ed altre arti.
Raccontare della vita di Turi Fedele è impresa ardua. Rimarrà negli annali della storia del cinema per la promozione negli anni ’60 del Premio dei Colli che fece di Este, per un decennio, la capitale dell’inchiesta filmata. Per discutere e proiettare i documentari che allora comparivano nello scenario nazionale da pochi anni, nella nostra città fecero capolino registi come Ermanno Olmi, Liliana Cavani o Cesare Zavattini, autori televisivi in rapida ascesa come Sergio Zavoli o Gianni Bisiach, critici come Giovanni Grazzini o Claudio Bertieri, documentaristi importanti come Giuseppe Ferrara o Paolo e Carla Gobetti. Attenzione venne riservata alle cinematografie europee dell’est con annesse mostre di grafica. Il festival finisce nel ’71 ma negli anni ’90 Fedele decide di riaprire il Centro di Cultura La Medusa che da allora a oggi ha proposto importanti mostre tra le quali, da ricordare, “Incontri di terre” del 1999 dedicata all’arte ceramica giapponese, la “Rassegna internazionale di incisione contemporanea” e la mostra “Arte ad natura” che nel 2009 portò a Este artisti americani, giapponesi e russi. Fedele dalla città ha ricevuto il Premio Magnifica Comunità tre anni fa e alla città lui ha lasciato un importante lascito di incisioni contemporanee. Lascia la moglie Renata ed i figli Sergio e Renzo oltre al Centro di Cultura La Medusa, da un anno retto dallo scultore Gianni Sandri che dichiara: «Stiamo lavorando sul solco tracciato da Turi che intendiamo così onorare nel migliore dei modi».
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