Addio al partigiano Tito Zulian, è morto per un’emorragia

È scomparso a 75 anni lo storico segretario dell’Anpi di Padova. Figura molto conosciuta in città, è stato anche funzionario del Pci e poi dei Ds
PADOVA 15/05/03 G.M. DENTRO AL QUARTIERE,SERATA AL CINEMA LUX.TITO ZULIAN (SALMASO)
PADOVA 15/05/03 G.M. DENTRO AL QUARTIERE,SERATA AL CINEMA LUX.TITO ZULIAN (SALMASO)

PADOVA. È morto a 75 anni Tito Zulian, figura storica della sinistra padovana. A partire dal suo impegno come segretario dell’Anpi di Padova. Dell’associazione dei partigiani più che un «factotum» era un simbolo, l’uomo che ha raccontato la Resistenza a centinaia di studenti e giovani padovani. In diverse occasioni infatti ha accompagnato le scolaresche nei «viaggi della memoria» organizzati dal Comune di Padova. È stato anche funzionario del Pci prima e dei Ds poi, assumendo anche la responsabilità dell’area dell’Estense.

È stato stroncato da un’emorragia cerebrale. Le esequie si svolgeranno in forma civile lunedì mattina. Sarà ricordato in serata in tutte le Feste democratiche della provincia: ad Abano, Torre e Megliadino San Vitale.

"Tito è stato per noi un grande punto di riferimento. Non potremo mai dimenticare le chiacchierate sulla sua esperienza, il suo ardore nel preservare la memoria di chi aveva combattuto contro la barbarie nazi-fascista - scrivono gli studenti della Rete studenti medi e di Studenti per - Quando i partigiani combattevano tra le montagne venete, Tito aveva la nostra età. E’ forse per questo che i suoi racconti, trasmessi con tanto entusiasmo,riuscivano a coinvolgerci e a farci sentire protagonisti. La sua convinzione era che anche noi, giovani di oggi, possiamo resistere, e che proprio a noi spetta l’importante ruolo di tenere alti i valori contenuti nella Costituzione. Per questo era sua abitudine spronarci, tenendosi continuamente aggiornato sulle nostre attività. Il suo interesse nei nostri confronti andava però ben oltre: Tito era per noi come una specie di nonno collettivo, preoccupato dei successi scolastici di ciascuno, delle nostre piccole conquiste personali, della nostra vita da adolescenti. Dispensava consigli e sdrammatizzava quando eravamo preoccupati, aiutandoci a trovare il giusto spirito per affrontare le difficoltà che le persone come noi, impegnate nel sociale, trovano nel lavoro di ogni giorno".

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