Addio a Francesco Michelotto, il maestro degli organi che ne restaurò 400 in tutta Italia

A 90 anni è morto l’artigiano di Albignasego che dedicò la vita agli organi a canne. Nel 1974 restaurò anche quello della Basilica di Santa Giustina, suonato da Mozart

Gianni Biasetto
Francesco Michelotto
Francesco Michelotto

Si è spento venerdì nel reparto di terapia intensiva al Sant’Antonio di Padova, all’età di 90 anni, Francesco Michelotto.

Era uno dei più quotati e ricercati organari d’Italia. Un’arte, quella di costruire e restaurare organi a canne, che aveva imparato nei dieci anni alle dipendenze della Pontificia Fabbrica Organi Domenico Malvestio di Padova. Nel 1959 si era messo in proprio e aveva fondato la Francesco Michelotto Organi di Albignasego che dal 1992 è retta dal figlio Daniele, cresciuto nella piccola bottega artigiana del padre in via Petrarca, e dalla figlia Caterina.

Persona umile, aveva un maniacale amore per il proprio lavoro: Michelotto ha lavorato su circa 400 organi in tutta Italia. A Padova, nel 1974, aveva restaurato e ampliato lo storico organo maggiore della Basilica di Santa Giustina. Una vera a propria opera d’arte suonata nel marzo del 1771 da Wolfgang Amedeo Mozart.

«Con immenso dolore, il nostro monastero di Santa Giustina si stringe attorno alla famiglia di Francesco Michelotto per la scomparsa di un grande testimone dell’organaria italiana», si legge in un messaggio dell’Abbazia.

«Lo ricordiamo in particolare per aver ricostruito negli anni ’70 l’organo maggiore della Basilica, ma soprattutto per l’amicizia sempre pronta con la comunità monastica e con i vari organisti che si sono succeduti. Siamo certi che il Signore lo ricompenserà per le sue fatiche ma, soprattutto, per il suo spirito buono, amabile e sempre pronto ad aiutare». «Mio papà», ricorda il figlio Daniele, «era una persona che apriva le porte a tutti. Ricordava sempre che il primo utilizzo dell’organo è accompagnare le funzioni liturgiche e in seconda battuta le manifestazioni culturali. Diceva che una volta entrati in una parrocchia per costruire o restaurare l’organo si faceva parte di quella comunità».

I funerali avranno luogo martedì prossimo, alle 15.30, nella chiesa di San Tommaso di Albignasego.

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