Alberi, nuove accuse: «Il Comune non ha perizie attendibili»

Dal 20 maggio saranno abbattuti oltre settanta esemplari. Il Cdat: «Gli esami pubblicati non hanno valore scientifico»
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ALBERI VIA PALESTRO
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PADOVA. Ci sono grandi alberi che valgono 8-10 mila euro nella lista dei condannati al taglio che il Comune ha appena pubblicato nel padovanet.it. E siccome il piano di abbattimenti prevede il sacrificio di oltre settanta, ecco che il conto a spanne (approssimato per difetto) è presto fatto: in ballo c’è un tesoretto verde da 40 mila euro, solo in questo “blocco” di abbattimenti, messo in calendario per la fine di maggio e l’inizio di giugno. Dato il valore economico - e non volendo considerare quello affettivo - ci sarebbe da sottoporre a scrupolosa perizia ogni singolo esemplare destinato a sparire. E invece, secondo il Comitato difesa alberi e territorio, gli esami a cui sono stati sottoposti i condannati «non hanno alcun valore scientifico». Sono sicuramente meno approssimativi di quelli visti in occasione di tanti altri tagli, ma «non hanno valore diagnostico, mancando qualsiasi criterio e parametro oggettivo di valutazione del rischio di caduta».

Le perizie - e questa è una novità positiva, frutto dell’accordo tra associazioni e commissario prefettizio - adesso sono consultabili on line. «Ma continua a mancare una diagnosi», protesta il portavoce del Cdat Alessandro Angrilli. «Ci sono solo una scheda riassuntiva ridotta all’osso e misure resistometriche senza interpretazione. Manca un criterio di valutazione del rischio, con relativa misura e soglia. A livello internazionale si usa il rapporto t/R che indica la percentuale di legno sano sul totale (R è il raggio della sezione, e t è la porzione del raggio con il legno decaduto o malato). Se il legno sano è meno del 30%, l’albero è a rischio caduta altrimenti non c’è rischio».

Per spiegare meglio il problema, Angrilli ricorre a un altro esempio: «Se uno fa le analisi del sangue sa che se ha 4 milioni di globuli rossi per microlitro di sangue è anemico solo se gli mettono il volume di riferimento (microlitri) e i limiti di confidenza (per un uomo da 4.5 ml a 6 ml su uL). Ma se gli scrivono che ha pochi globuli rossi senza contarli nell’unità di volume (microlitro) e senza confrontarli con gli intervalli di confidenza questa analisi non ha valore scientifico diagnostico».

Questo è il problema delle perizie fatte sugli alberi destinati all’abbattimento. E gli esempi più recenti continuano ad alimentare molti dubbi sulla necessità di tagliare così tante piante. «Noi abbiamo trovato che un leccio degli ultimi tre tagliati in via Palestro (di uno abbiamo perso la fase di taglio del ceppo) era non critico al colletto e a un metro di altezza», insiste Angrilli. «E allora chiediamo: come lo hanno misurato e valutato? Se è come i due rimanenti da abbattere, non è stata fatta una valutazione scientifica». Insomma, il fronte verde da un lato ha ottenuto più trasparenza dal Comune sugli abbattimenti, dall’altro però grazie a questa trasparenza si sente ancora più dalla parte giusta. Si taglia troppo e frettolosamente, è la convinzione diffusa. I numeri, a lungo smentiti, danno ragione alla protesta: dal 20 maggio in poi, in cinque settimane cadranno 71 alberi. Un “ritmo” da 800 esecuzioni all’anno.

 

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