AstroSamantha incanta il pubblico «Investire di più per i viaggi spaziali»

Sui social si fa chiamare AstroSamantha, il capitano Samantha Cristoforetti, cresciuta a pane e Star Trek e che sabato scorso a “Il Piacere della conoscenza”, serata sold-out di Cicap Fest 2018, ha fatto sognare il pubblico annunciando che l’era del turismo spaziale è già qui. Cristoforetti è una “top gun” dell’aeronautica militare che vanta il record femminile di permanenza nello spazio (199 giorni), conosce cinque lingue più quella semplice e piana della divulgazione scientifica con cui, insieme a Piero Angela, ha rapito il pubblico del Teatro Verdi di Padova raccontando di missioni spaziali, costi e benefici della ricerca, robot su Marte e ritorni sulla luna.
A condurre la serata Pif che, con la complicità e l’appeal dei suoi ospiti, ha dato vita a un vero e proprio spettacolo di scienza. «Perché studiare il russo per fare l’astronauta? Dal 2011 gli americani non hanno più avuto accesso indipendente allo spazio» ha spiegato AstroSamantha. «L’unico modo per farlo oggi è con la Soyuz. Il veicolo è russo: manuali, check list e trasmissioni radio sono in russo. Ovvio che lo devi sapere». La Soyuz è l’unica navicella in grado di trasportare gli astronauti sulla Iss, la stazione spaziale internazionale. Ma gli americani stanno già sviluppando delle capsule per viaggi nello spazio più “commerciali”.
«Oggi c’è grande fermento sul fronte del turismo spaziale, soprattutto per chi ha soldi» conferma Cristoforetti. E incalza Angela: «Veicoli a uso turistico erano già stati annunciati dalla Nasa nel 1969. Mi iscrissi subito al programma. Poi non se ne fece più nulla». Oggi è diverso. Molte aziende, che nei viaggi spaziali hanno visto un potenziale business, vogliono partecipare alle attività in orbita bassa, dove si trova la Iss, a circa 400 chilometri dalla Terra. «Ci siamo da quasi 20 anni» dice Cristoforetti, «e abbiamo imparato molto su come si va e si torna, su come si lavora, su come si realizzano operazioni di una certa rilevanza». Le moderne navicelle sono veicoli sviluppati con grandi finanziamenti e tanto trasferimento di know how da parte della Nasa, ma appartengono alle ditte che le stanno costruendo, come Dragon per il trasporto di merci e persone di SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation). Del resto oggi nelle esplorazioni spaziali non si investe più come ai tempi delle missioni Apollo.
La Nasa oggi dispone meno del 1% del budget federale americano. Eppure spendere soldi per andare nello spazio è importante. «Ritengo che i paesi ricchi (e l’Italia lo è) debbano unirsi e fare cose grandi e positive perché questo mobilita risorse, emotive e intellettuali, nel senso più nobile. L’alternativa è diventare decadenti, vittimisti, chiudersi in se stessi. Credo moltissimo nel valore ideale delle esplorazioni spaziali soprattutto per i più giovani». Ed è in quest’ottica che si deve leggere anche la collaborazione tra l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e la Cina, che amplia la presenza di umani nello spazio e introduce una sana competizione con attori preparati come i cinesi. Poi ci sono le ricadute sulla ricerca scientifica: ancora oggi beneficiamo di tecnologie sviluppate per le missioni Apollo. —
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