Bacino anti alluvione «Cantiere entro tre mesi»

MONTAGNANA. Acqua in abbondanza e acqua che scarseggia. Due problemi all’opposto, ma entrambi terribilmente dannosi. Se ne è parlato ieri in municipio a Montagnana, dove la Regione Veneto e il Consorzio Alta Pianura Veneta (Apv) hanno firmato la convenzione per la realizzazione della prima parte del bacino delle Rotte del Guà, fondamentale per prevenire i disastri da alluvione come quelli dello scorso novembre. Nell’occasione si è parlato tuttavia anche di siccità, questione che tiene sulle spine l’intero Veneto in questi giorni.
IL BACINO. Consentirà un invaso d’acqua fino a 3,9 milioni di metri cubi. L’opera, che si calerà tra Arzignano e Trissino, garantirà maggiore efficienza alla rete idraulica e avrà lo scopo di ridurre il corrispondente rischio di esondazioni, soprattutto nell’area della Bassa Padovana e del Polesine. La cassa di espansione servirà il fiume Agno-Guà, vera bestia nera del Veneto: basti pensare che negli ultimi due secoli il bacino entro cui scorre il fiume ha dovuto subire più di 50 rotte. C’è chi ricorda ancora gli effetti nefasti, nel nostro territorio, delle alluvioni del 1926 a Borgo Frassine e del 1992 a Este. «Dopo l’alluvione di un anno e mezzo fa», ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte «questa è la prima grande opera che viene realizzata. Contiamo di affidarne i lavori entro tre mesi». Il nuovo bacino, che accoglierà le acque in eccesso in casi d’emergenza, costerà 44.650.000 euro, in gran parte già finanziati: dieci milioni arriveranno dalla vendita del materiale inerte che verrà scavato, altri 26 dalla Regione. «I prossimi invasi sono prossimi a realizzazione e progettazione. Penso a Caldogno, Riese Pio X, viale Diaz a Vicenza, Sandrigo, Grisignano di Zocco, ma anche qui a Sant’Urbano e Megliadino San Fidenzio. Queste due casse di espansione sono in fase di progettazione», continua Conte. Alla firma della convenzione erano presenti ieri anche una ventina di sindaci della Bassa Padovana e dell’area Berica.
LA SICCITA’. E’ questo il problema più attuale per la Regione. Conte ha espresso preoccupazione per i raccolti e le colture, in particolare per quelle della Bassa Padovana: «Stiamo dialogando con Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia perché rilascino più acqua e con maggior anticipo rispetto alla consuetudine limitando al minimo la risorsa idrica che solitamente queste regioni utilizzano per la produzione di energia», ha affermato l’assessore, «Martedì dichiareremo lo stato di emergenza e un’apposita ordinanza imporrà il raziocinio dell’acqua in tutti gli ambiti: gli agricoltori dovranno evitare irrigazioni a pioggia, i gestori dovranno restringere gli approvvigionamenti ai privati e alle abitazioni, le attività produttive non dovranno eccedere nell’uso dell’acqua». Conte ha inoltre ribadito la necessità di rivedere il sistema acquedottistico di Euganei e Bassa Padovana, riportando in auge l’ipotesi di avere acqua direttamente dall’area Pedemontana. E in proposito di Colli Euganei, è entrato in vigore lo stato regionale di massima pericolosità per gli incendi boschivi: ciò comporta il divieto assoluto di accendere fuochi a meno di cento metri da un bosco e di compiere qualsiasi azione che possa innescare un incendio boschivo, come fumare e gettare il mozzicone acceso durante un’escursione o accendere falò o barbecue nel corso dei pic nic. L’ammenda arriva a toccare i 2.600 euro e il Parco Colli ha già disposto il monitoraggio del territorio per scovare eventuali trasgressori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








