Bambino di 30 mesi muore al pronto soccorso

MONSELICE. Una vita di appena 30 mesi spezzata per una febbre che durava da giorni. E’ una morte assurda quella toccata a Francesco Romagnolo, un bimbo di due anni e mezzo residente a Lusia, appena al di là dei confini padovani segnati dall’Adige. Francesco era figlio di Alfonso e Marzia Faccon, molto conosciuti a Monselice perché dipendenti dell’Agricola Berica, l’azienda di via Rovigana leader nel settore avicolo. La triste vicenda ha inizio a metà della scorsa settimana, quando al piccolo Francesco sale la febbre.
Pare si tratti di influenza intestinale, la stessa che ha colpito molti altri bambini in questo periodo, e per questo Francesco viene curato con i medicinali che normalmente vengono impiegati in questi casi. Al pronto soccorso, a cui si rivolgono i genitori, in particolare viene consigliata la tachipirina, che effettivamente fa abbassare la febbre per qualche ora. Ma la temperatura corporea riprende a salire, arriva a toccare i 42 gradi, e al bambino esce anche del sangue dal retto.
I due genitori, sabato pomeriggio, decidono così di rivolgersi al pronto soccorso di Rovigo. La situazione del bimbo è però già compromessa: in tre ore i medici tentano l’impossibile per salvare la vita di Francesco, ma alle 15 non resta che dichiarare il decesso. Sulle effettive cause di morte l’Usl 18 mantiene al momento il massimo riserbo, anche se si esclude che possa trattarsi di meningite e si propende più per un virus gastrointestinale molto potente. L’azienda sanitaria ha avviato tutti gli accertamenti possibili, compresa l’autopsia sul corpo del bambino, e al momento nessun medico risulta iscritto sul registro degli indagati dalla Procura. Nessun esposto è stato peraltro fino ad ora presentato. Il piccolo, oltre a mamma e papà, lascia anche una sorellina. Il suo funerale sarà celebrato domani, alle 16, a Lusia. Nicola Cesaro .
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