Bar dei tifosi assegnato all'ultras violento

PADOVA. Un’area dello stadio Euganeo concessa a un’associazione presieduta da un ultras già condannato per scontri e già destinatario di un Daspo, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive. «Uno schiaffo alle forze dell’ordine e al buon senso», secondo il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin che ha ricostruito l’intera vicenda. Un caso che l’opposizione ha deciso di portare in parlamento con un’interrogazione al ministro dell’Interno firmata dai deputati Alessandro Naccarato, Vanessa Camani, Margherita Miotto e Giulia Narduolo.
La vicenda. Lo scorso 23 giugno la giunta, su proposta dell’assessore allo sport Cinzia Rampazzo, ha approvato la concessione per vent’anni di uno spazio vicino alla biglietteria sud dello stadio all’associazione Vecchio Appiani (iscritta al registro comunale il 10 marzo, cioè poco più di tre mesi prima). Lo spazio servirà ai tifosi per «organizzare servizi di supporto e intrattenimento», compresa la possibilità di aprire un punto ristoro, che potrà vendere anche bevande alcoliche. L’associazione dovrà farsi carico delle spese di manutenzione e delle utenze. Nella delibera la giunta afferma che «ha ritenuto opportuno sostenere la tifoseria cittadina dando risposta positiva alla richiesta di disporre di uno spazio attrezzato da gestire a servizio dei tifosi».
Il presidente. Gli esponenti del Pd, come si legge nell’interrogazione, puntano l’attenzione su Igor Clementi, presidente dell’associazione Vecchio Appiani. Clementi, padovano di 41 anni, è rimasto coinvolto nell’aggressione a un tifoso della Cremonese avvenuta il 2 dicembre 2007 nell’area di servizio Scaligera Ovest di Soave, sull’A4. Per questo fatto ha patteggiato una condanna a 2 anni di reclusione. Dieci giorni dopo, il 12 dicembre 2007, ancora uno scontro tra tifosi, stavolta del Foggia: in questo caso Clementi ha ricevuto una condanna, per lesioni personali, a 10 mesi di reclusione.
L’interrogazione. In parlamento i deputati Pd, in testa Alessandro Naccarato, hanno chiesto al ministro Alfano di fare tutte le verifiche sulla vicenda. E in particolare se la presenza di un Daspo possa «incidere sulla concessione adottata dalla giunta comunale».
Le polemiche. «A fronte di una cauzione risibile di 500 euro l’amministrazione ha dato da una concessione, addirittura ventennale, a un’attività di somministrazione che ha scopi di lucro, senza alcun canone – sottolinea Massimo Bettin – Tra l’altro le spese per la recinzione, la piattaforma, i bagni e gli allacciamenti sono a carico del Comune, cioè a carico nostro. Di che cifre si tratta? In consiglio comunale pretenderemo chiarimenti su questo che si configura come una sorta di regalo».
«Padova è la città che ha intitolato un parco sportivo a Filippo Raciti proprio per testimoniare il fatto che nello sport come nella vita non ci deve essere spazio per atteggiamenti violenti – aggiunge l’ex assessore allo sport Umberto Zampieri, oggi capogruppo del Pd – Va promosso un modello di tifo aperto alle famiglie e rispettoso delle forze dell’ordine. Quello che è successo mi sembra un passo indietro e sono molto allarmato per il messaggio diseducativo che si trasmette ai giovani».
C’è poi la vicenda del futuro trasferimento del calcio allo stadio Plebiscito annunciato dal sindaco: «Perché allora una concessione sino al 2035? – chiede Bettin – Mi pare vi siano sufficienti motivi perché questo atto venga revocato».
La replica della giunta. "Come riportato più volte dalla stampa locale (vedasi articolo a firma Stefano Volpe, "Vandali all’Euganeo, sigillate porte e finestre", pubblicato su il Mattino di Padova, il 16 aprile 2015) l’area contigua alle biglietterie sud dello stadio Euganeo versava in uno stato di degrado. L’intervento dell’Amministrazione, dopo una esplicita richiesta da parte di singoli cittadini e tifosi, ha consentito di proteggere da incursioni vandaliche un’area altrimenti abbandonata a se stessa, nell’ottica di fornire ai tifosi uno spazio di aggregazione, in tutta sicurezza, che le precedenti amministrazioni non avevano mai concesso. La convenzione stipulata con l’associazione Vecchio Appiani arriva dopo il parere favorevole dei settori comunali competenti".
"Rispediamo al mittente l’inutile polemica creata da esponenti del Partito Democratico, ai quali ricordiamo che l’ex assessore allo sport Umberto Zampieri ha intrattenuto rapporti con la stessa associazione, e che, in data 13 maggio 2014, ha concesso personalmente l’utilizzo della Tribuna centrale dello stadio Appiani per lo svolgimento di una riunione, " per discutere della preoccupante situazione del calcio Padova", senza avere interpellato gli uffici competenti e mentre il presidente dell’Associazione Vecchio Appiani era la stessa persona che oggi viene coinvolto in una polemica strumentale, pure avendo rinunciato a quel ruolo da giorni." Sono le dichiararazioni dell’assessore allo sport, Cinzia Rampazzo.
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