Bombassei: «Il Codice di autodisciplina è una bussola per rafforzare le imprese familiari»
Sono 320 le aziende italiane che fanno parte di Aidaf, attiva dal 1997. La presidente: «Il passaggio generazionale un momento delicato e strategico». «I manager possono portare competenze, visione e professionalità»

Cristina Bombassei è la presidente di Aidaf (Associazione italiana delle aziende familiari) dal 2023, è imprenditrice e Chief legacy officer di Brembo, di cui è anche consigliere esecutivo dal 1997, esponente della terza generazione della famiglia.
Alla guida di Aidaf, associazione fondata nel 1997 per sostenere la continuità e lo sviluppo delle imprese familiari italiane, promuove una visione dell’impresa orientata al lungo periodo, alla responsabilità intergenerazionale, alla sostenibilità e al rafforzamento della governance, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni e alla valorizzazione delle competenze e della diversità.
Presidente Bombassei, Aidaf svolge un ruolo centrale nel sostenere la crescita e la continuità delle imprese familiari italiane. Come vive il suo ruolo di presidente?
«Rappresentiamo circa 320 aziende associate, molto eterogenee per dimensioni, settori, provenienza geografica e longevità. Quello che le accomuna è un set di valori condivisi e un modo di fare impresa etico, sostenibile, basato su una visione di lungo termine. Il successo non coincide esclusivamente con la crescita economica, ma con la capacità di generare valore per la famiglia e la comunità, mantenere coesione, trasmettere cultura imprenditoriale e la propria legacy alle generazioni future. Vuol dire avere il coraggio di cambiare prima che sia necessario, di investire quando i ritorni non sono immediatamente visibili e di formare nuove competenze prima che diventino indispensabili».

Si parla tanto di passaggio generazionale. Cosa comporta, come si delinea, quanto incide nella vita dell’azienda, cosa si dovrebbe fare affinché questo momento possa essere assorbito senza traumi?
«È uno dei momenti più delicati nella vita di un’impresa familiare, ma anche tra i più strategici: è qui che si decide la continuità dell’azienda e, soprattutto, la sua capacità di evolvere, rafforzare la governance e integrare competenze. Secondo le stime dell’Osservatorio Aub (Aidaf, UniCredit, Bocconi), nel prossimo decennio i passaggi generazionali sono destinati ad aumentare e potrebbero coinvolgere il 33,5% delle aziende familiari con un fatturato superiore ai 20 milioni. È una responsabilità importante, che richiede preparazione, metodo e tempi adeguati: per questo in Aidaf ci piace chiamarla “transizione generazionale”. La successione non è solo un trasferimento di ruoli: può diventare una vera occasione di rilancio».
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Tra i princìpi per il governo delle imprese familiari non quotate c’è il Codice di autodisciplina: cosa significa? Come si delinea, quali caratteristiche dovrebbe avere?
«Come Aidaf abbiamo redatto e promosso insieme ad Assonime con il contributo scientifico di Sda Bocconi e della Cattedra Aidaf-Ey in memoria di Alberto Falck, una nuova edizione del Codice di autodisciplina per offrire alle imprese familiari non quotate una vera bussola per il futuro. Attraverso dieci principi e linee guida volontarie, con un approccio comply or explain, intendiamo accompagnarle nel rafforzamento della governance, nell’apertura a nuove competenze e nel dialogo con tutti gli stakeholder, preparandole alle sfide della trasformazione digitale, dei mercati finanziari e del passaggio generazionale. Governare bene un’impresa familiare significa custodirne i valori, aprendola al futuro, per garantirne la crescita sostenibile e la continuità nel tempo».
Apertura del capitale delle aziende familiari, senza arrivare alla vendita. Quali dovrebbero essere le caratteristiche di un eventuale partner industriale?
«L’accesso al mercato dei capitali rappresenta una leva strategica per rafforzare la competitività, sostenere la crescita e accelerare i processi di internazionalizzazione. Per affrontare questo percorso, è fondamentale investire in una governance solida, moderna e partecipativa. L’esperienza e i dati dell’Osservatorio Aub ci mostrano quanto siano importanti la formazione, la chiarezza dei ruoli e l’affiancamento tra Now Gen e Next Gen. La vera forza di un’impresa familiare nasce dalla capacità di unire tradizione e meritocrazia, apertura e diversity».
Ingresso in Borsa: è una strada da perseguire? In quali termini?
«La scelta dell’apertura del capitale, inclusa la possibile quotazione, dipende da molti fattori unici dell’azienda e specifici della fase che sta vivendo. Non è possibile dare una risposta univoca. In Aidaf abbiamo imprese controllate al 100% dalla famiglia, aziende quotate e altre a capitale misto: la caratteristica dei nostri associati è che la famiglia detiene il controllo dell’impresa, attraverso gli organi di governance».
Cosa possono portare i manager come valore aggiunto a un’impresa familiare?
«Possono portare competenze, visione e professionalità, contribuendo a rafforzarne la governance e ad affrontare con maggiore consapevolezza la complessità del mercato».
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