Carcere di Padova: quattro poliziotti feriti in due giorni
La denuncia arriva dal sindacato autonomo Polizia penitenziaria: «In pochi giorni abbiamo assistito a una sequenza impressionante di aggressioni. Non possiamo continuare a chiedere agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di garantire sicurezza senza fornire loro strumenti adeguati»

Quattro poliziotti penitenziari feriti in due distinte aggressioni nell'arco di un solo fine settimana nelle carceri di Padova. Il bilancio, denunciato dal sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe), riaccende l'allarme sulla sicurezza degli istituti padovani, dove nei giorni scorsi si erano già verificati altri episodi di violenza ai danni del personale.
Il primo episodio è avvenuto sabato 12 settembre, durante il trasferimento di un detenuto che non voleva essere spostato. Dopo essersi procurato alcuni tagli sul corpo, l'uomo ha improvvisamente aggredito i poliziotti intervenuti. Un agente ha riportato lesioni allo sterno e a una costola ed è stato dimesso con 30 giorni di prognosi.
Domenica 13 settembre, invece, alla Casa di Reclusione di Padova, altri tre poliziotti sono stati aggrediti da un detenuto noto per la sua violenza, trasferito da pochi giorni nell'istituto proprio dopo precedenti aggressioni ai danni di agenti. Per i tre colleghi la prognosi è stata di 2, 4 e 5 giorni.
Le reazioni dei sindacati
«Non è più un'emergenza, è una situazione fuori controllo», denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe. «In pochi giorni abbiamo assistito a una sequenza impressionante di aggressioni. Non possiamo continuare a chiedere agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di garantire sicurezza senza fornire loro strumenti adeguati a difendersi».
Capece richiama anche le recenti parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di rafforzare le tutele per le Forze dell'Ordine. «Condividiamo l'impegno del Governo, ma alle parole devono seguire i fatti. Quando chi aggredisce un rappresentante dello Stato torna libero dopo poche ore, si indebolisce la credibilità dello Stato stesso. Questo è francamente inaccettabile».
«A Padova i colleghi sono ormai bersagliati dalla violenza con una frequenza impressionante», sottolinea Giovanni Vona, segretario nazionale Sappe per il Triveneto.
«L'aspetto più grave è che uno dei detenuti coinvolti era stato trasferito proprio per precedenti aggressioni al personale. È evidente che il sistema di gestione dei detenuti violenti non sta funzionando».
La richiesta al ministero
Il Sappe chiede al ministero della Giustizia (segnatamente al Sottosegretario di Stato alla Giustizia, il padovano Andrea Ostellari) e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria interventi immediati: «Servono rinforzi di personale, una gestione diversa dei detenuti ad alta pericolosità e strumenti di difesa adeguati per la Polizia Penitenziaria. Non possiamo aspettare che il prossimo episodio abbia conseguenze ancora più gravi».
«Lo Stato deve decidere da che parte stare: se dalla parte di chi aggredisce o dalla parte di chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza nelle carceri», conclude Vona. «Se non si interviene subito, la situazione rischia di diventare irreversibile. I poliziotti penitenziari non possono essere lasciati soli».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








