Ciclista cittadellese ucciso, preso il pirata

È di Marostica l’indagato per l’omicidio stradale. Disposta l’autopsia: Roberto Brotto sarebbe morto dopo ore di agonia

CITTADELLA. Abita a Marostica il pirata della strada che lunedì mattina a Conco (Vi) ha investito e ucciso Roberto Brotto, il 54enne dirigente amministrativo dell’Usl di Cittadella con la passione del ciclismo, mentre stava percorrendo la strada di Val Ceccona in sella alla sua bici.

Dopo il ritrovamento del corpo senza vita del dirigente, avvenuto martedì mattina in seguito a lunghe ricerche, i carabinieri di Asiago e Bassano, guidati dal comandante Adriano Fabio Castellari, hanno avviato indagini serratissime per scovare il colpevole.

E lo hanno individuato, sulla base dei frammenti di vetro e dello specchietto trovati sul luogo dell’incidente, con verifiche incrociate sul possibile modello di auto e tra i carrozzieri della zona.

L’uomo è stato lungamente interrogato ieri nel tardo pomeriggio dal pubblico ministero della Procura di Vicenza Hans Roderich Blattner, che ha aperto un’inchiesta per il reato di omicidio colposo aggravato dal non essersi fermato a prestare soccorso.

A tarda ora l’interrogatorio era ancora in corso e il magistrato non aveva sciolto le riserve sui provvedimenti da prendere nei confronti dell’indagato.

Che Brotto, residente a Pozzetto di Cittadella, non fosse caduto da solo nel dirupo erboso che costeggia la strada che collega Conco a Lusiana, si era capito subito.

Non solo la sua bici presentava gli evidenti segni di un impatto con un altro mezzo, ma sulla strada gli inquirenti hanno anche ritrovato uno specchietto retrovisore che con tutta probabilità si era staccato dall’auto dell’investitore.

Ad aggravare la posizione dell’indagato c’è il fatto che forse Brotto poteva essere salvato. Tra le ipotesi del pm, infatti, c’è quella che il dirigente non sia morto sul colpo, ma alcune ore dopo l’incidente.

L’autopsia, che la Procura ha già disposto, stabilirà l’ora del decesso, in base alla quale si potrà sapere con certezza se un soccorso repentino, quello che avrebbe dovuto dare l’investitore, avrebbe potuto salvare la vita al dirigente sanitario. Qualora questa ipotesi dovesse essere confermata le accuse per il pirata della strada, che deve già rispondere di omicidio stradale, si aggraverebbero pesantemente.

Il presunto investitore di Brotto è stato interrogato dunque fino a tarda sera. Nessuna informazione è stata fatta trapelare sulla sua identità. Andranno chiarite le ragioni che l’hanno spinto a fuggire dopo aver colpito il ciclista con la sua auto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l’incidente sarebbe avvenuto verso le 11 di lunedì mattina, quindi 24 ore prima del ritrovamento del corpo senza vita del ciclista.

Brotto lunedì mattina aveva salutato i familiari spiegando che sarebbe andato a fare un giro sui monti dell’Altopiano. Alle 10.40, l’uomo aveva mandato un messaggio alla sorella per rassicurarla che era sulla via del rientro. Invece, poco dopo, è avvenuta la tragedia.

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