Cittadinanza onoraria al Milite ignoto della Grande guerra

/ ABANO TERME
È stata conferita l’altra sera in consiglio comunale la cittadinanza onoraria di Abano al Milite ignoto della Grande guerra. Il sindaco Federico Barbierato, dopo l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato dal consigliere Paolo Bollino, ha proceduto all’ufficializzazione con la lettura di una pergamena di fronte alle rappresentanze delle forze armate in sala.
«Conferiamo la cittadinanza onoraria ad onore e ricordo anche di tutti gli aponensi in guerra risultati dispersi e mai più tornati ai lori affetti, significando che Abano, città della pace, ripudia la guerra in ogni forma», ha detto il sindaco. «Grazie all’associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, Associazione il Fante, Associazione nazionale Carabinieri, Unione nazionale sottufficiali italiani, Associazione solidale sottufficiali italiani e associazione nazionale ex internati e associazione dei marinai, all’Enav, all’Associazione Alpini Terme Euganee e ai carabinieri e alla Polizia locale presenti in consiglio».
Con Bollino l’iniziativa è stata seguita dall’assessore alla Cultura, Cristina Pollazzi, che ha condotto il momento ufficiale, e il capogruppo del Pd in consiglio, Giovanni Amato.
«Il primo appuntamento ufficiale sarà il 4 novembre, quando ricorreranno i 100 anni del Milite ignoto», ha spiegato Amato. «Con la giunta e la III Commissione consiliare verrà ora individuato un luogo della città da intitolare al Milite ignoto, che potrebbe essere il parco di via Primo Maggio o il parcheggio di fronte alla gelateria delle Terme».
Amato ha letto i nomi dei 20 dispersi di guerra, mai rientrati a casa. «Abbiamo potuto avere i nomi grazie alle ricerche della concittadina Elda Gennaro, che ha un archivio unico di documenti, foto e stampe relative ai soldati di Abano impegnati nella Grande guerra». Il consigliere ha portato anche una gavetta dei soldati, custodita al convento dei Salesiani di Monteortone, ed usata da un soldato aponense durante la Seconda guerra mondiale.
«È stata donata all’Unsi dal cavaliere Trevisanello», racconta Amato. «È custodita dai salesiani e da don Antonio, che quando arrivano i visitatori per la mostra dei presepi la tira fuori per parlare della guerra e del valore della pace. La gavetta era una sorta di diario, con incisa la raffigurazione della madonna di Lourdes, il nome della fidanzata, frasi, come quella più significativa che dice: Mamma ritornerò se la fortuna vorrà assistermi, se non dovessi tornare non maledire il mio destino». Durante la cerimonia la consigliera di 35zero31, Monica Lazzaretto, ha ricordato la storia di Graziano Lazzaretto, zio di suo padre, tra i soldati dispersi durante la Grande guerra. ––
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