«Considerano gli operai come merce che scade»

PADOVA. «Io a lavorare come apprendista ci andrei anche domani. Queste cose mi fanno indignare».
Andrea, padovano di 55 anni, disoccupato da sei, è arrabbiato, anzi di più, è furibondo. Il motivo lo spiega lui. «Ho letto l’articolo in cui il titolare di Micromeccanica, lamenta di non riuscire a trovare apprendisti a 900 euro al mese. Con tutta la disoccupazione che c’è in Italia mi sembra impossibile».
Cosa le dà tanto fastidio?
«Innanzitutto non capisco perché il titolare dell’azienda cerchi solo apprendisti. Eppoi dall’articolo sembra che i giovani d’oggi siano degli scansafatiche. Ma non è così. Il mondo del lavoro oggi è un tritacarne. Tutti doveri e nessun diritto. Contratti a tempo e situazioni in cui il lavoratore è ricattabile: per cui tutti zitti. E invece che solidarizzare tra loro gli operai si fanno la guerra. E sarà sempre peggio».
In che senso?
«Non aver paura di tacere ti rende agli occhi dei più una persona che crea problemi e che è meglio tenere alla larga. Per questo preferisco non dire il mio cognome».
La sua ultima occupazione?
«Per 20 anni ho lavorato come autista in una grossa ditta di Padova, poi ho avuto qualche problema con la direzione e mi hanno licenziato da un giorno all’altro».
Poi?
«Poi ho iniziato a lavorare all’Acegas Aps. Sono entrato con un contratto di 6 mesi che poi mi è stato rinnovato per altri 2 mesi. Alla fine di questi però mi hanno lasciato a casa».
Come mai?
«Hanno detto che ero inaffidabile. Perché allora rinnovarmi il contratto? La verità è che dovevano assumere un’altra persona. La meritocrazia non esiste».
Come si mantiene?
«Con lo stipendio di mia moglie a cui se avessi soldi farei un monumento»
Di chi è la responsabilità di tutto questo?
«Della generazione degli anni ’60. Ha fatto un buco nell’acqua, ha pensato troppo alla febbre del sabato sera, alle discoteche, ai macchinoni e agli abiti firmati, e non ha combinato nulla».
Addirittura?
«Sì. E poi manca una forte cultura politica. La politica serve, è importante. La gente se la prende con i sindacati è non capisce che i sindacati siamo noi, loro sono la nostra unica tutela».
Cosa intende fare?
«Ora intendo contattare il signor Piva, vediamo cosa mi dice. La speranza è sempre l’ultima a morire, anche a 55 anni».
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