Consiglio spaccato sul piano di via Marconi

Monselice, il sindaco rilancia il recupero dell’area. L’opposizione contesta: «Operazione rischiosa»
Monselice, 13.09.2014 L'area oggetto di ristrutturazione tra via Santarello e via Cadorna Nella foto: il parcheggio con le mura trasformate in edifici ph. Zangirolami
Monselice, 13.09.2014 L'area oggetto di ristrutturazione tra via Santarello e via Cadorna Nella foto: il parcheggio con le mura trasformate in edifici ph. Zangirolami

MONSELICE. Un piano per recuperare l’area di via Marconi davanti all’ospedale, in degrado da decenni. Con il “bonus” del recupero delle mura storiche e della torretta di via Santarello, che potrebbe addirittura diventare la sede di un museo della bambola monselicense. Un piano di recupero che da privato è diventato ora a “iniziativa pubblica”, dopo una votazione che l’altra sera ha infiammato il consiglio comunale. A illustrare l’idea è il sindaco Francesco Lunghi: «Si tratta dell’area tra via Marconi e la zona di San Martino, una zona in degrado. In mezzo passano delle mura storiche e c’è la torre che si affaccia su via Santarello» spiega il primo cittadino. «Il recupero previsto dal comparto privato, in quindici anni non è mai decollato. La delibera votata in consiglio comunale individua all’interno della zona delle strutture, le mura e la torre, che secondo noi hanno un interesse pubblico e devono essere recuperate. Questo passaggio significa solamente che il privato, per fare qualsiasi intervento, deve dialogare con il pubblico. Perché poi il tutto possa effettivamente partire, servirà un Piano urbanistico attuativo con un ulteriore lungo iter burocratico. In questo modo però i privati possono intervenire anche separatamente l’uno dall’altro e forse in questo modo sarà più facile che i lavori partano».

Sulla carta, in questa appetibile striscia di terra ai piedi della Rocca è prevista un’area residenziale e commerciale. «Se tutto va in porto e il privato interviene», continua il sindaco Lunghi, «c’è un tratto di 100-150 metri di mura e la torretta che potranno essere recuperati a spese loro. L’idea era di fare un museo delle bambole nella torretta, prevedendo con una convenzione che sia donato al Comune, il tutto senza spendere un solo euro pubblico». La proposta però ha incontrato molte resistenze. Francesco Corso e Vittorio Ivis (Partito democratico) hanno ipotizzato che esista il concreto rischio di ricorsi degli altri proprietari non coinvolti, Andrea Bernardini (Movimento 5 Stelle) ha chiesto lumi su una sanatoria negata nel 2009 e ora prevista. Ma a far rumore è stato soprattutto Fabio Conte (Nuovo Centrodestra), che ha attaccato paventando il rischio (che però sarebbe inesistente, secondo Lunghi) che il Comune si trovi a sborsar soldi per l’acquisto dei terreni. Alla fine lo stesso Conte è pure uscito dall’aula, non partecipando al voto: uno strappo che conferma i rapporti non proprio ai massimi tra l'ex sindaco e il suo successore. (f.se.)

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