Couchsurfing, carabiniere arrestato per violenza sessuale

PADOVA. È finito agli arresti domiciliari nel suo appartamento all’Arcella Davide Maglio, classe 1979, leccese di nascita, il carabiniere dell’Arma indagato per violenza sessuale aggravata nei confronti di due studentesse straniere, una delle quali minorenne. Brusca accelerazione, con esito a sorpresa, per l’inchiesta avviata dal pubblico ministero padovano Giorgio Falcone, affidata a una squadra interforze formata dalla Squadra mobile della polizia diretta dal vicequestore aggiunto Marco Calì e dal Nucleo investigativo dei carabinieri.
Il provvedimento restrittivo è stato notificato al militare (un carabiniere scelto) venerdì sera, poco dopo la firma del gip Lara Fortuna in calce alla misura di custodia cautelare “in casa”, reclamata con urgenza dal pm Falcone. Una misura ritenuta indispensabile di fronte al sospetto che le violenze sessuali non si limitino ai due casi noti. Anzi, gli investigatori stanno accertando se altre ragazze straniere siano state vittime inconsapevoli del militare, trasferito dalla centrale operativa del comando provinciale, in via Rismondo a Padova, a una caserma sui Colli, assiduo “navigatore” del sito couchsurfing.com, che offre la possibilità di scambiare alloggi in tutto il mondo. Utilizzando lo pseudonimo Leonardo, Davide Maglio “postava” annunci, dichiarando la disponibilità ad accogliere studentesse interessate a brevi soggiorni per scambi culturali. Il tutto a un prezzo davvero modesto. Il viavai di studentesse universitarie e liceali, anche giovanissime, era davvero consistente tanto che, venerdì sera, gli inquirenti hanno sorpreso il collega in compagnia di più ospiti quando sono andati ad arrestarlo nell’appartamento situato dietro la sala Bingo appunto nel quartiere Arcella.
Eppure l’ultima querela risale a pochi giorni fa. E solo l’altra mattina la quindicenne australiana, che sarebbe stata violentata nella notte tra il 17 e 18 marzo scorso, è stata sentita nell’ambito dell’inchiesta con il meccanismo dell’incidente probatorio, utile per far valere come prova, in un eventuale processo, quella testimonianza verbalizzata.
La minore, ospitata con la madre e la sorellina, ha raccontato di essersi ritrovata nel letto del militare dopo un risveglio come da uno stato di torpore. Ha pure ammesso di aver fatto sesso con l’uomo senza avere la capacità e la forza per ribellarsi. Da qui l’ipotesi che il carabiniere abbia ubriacato la ragazzina o abbia sciolto qualche sostanza in una bibita a lei offerta. Maglio aveva ammesso il rapporto sessuale, giustificandolo: «Era consenziente... Aveva bevuto molto e si era ubriacata».
Nei confronti del 35enne era già stata aperta un’inchiesta per lo stesso reato in seguito alla denuncia presentata da una studentessa inglese negli uffici di Scotland Yard, la polizia londinese. Identica la dinamica dei fatti: la ragazza, ospite all’arcella per motivi di studio, avrebbe capito di essere stata abusata risvegliandosi disorientata e confusa.
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