Crolla il cedro secolare di Villa Imperiale a Galliera Veneta
Piantato a metà Ottocento per volere della zia di Sissi, l'albero è caduto dopo un fulmine e il maltempo. L'agronomo Panizzon: "Serve manutenzione da 100-150mila euro l'anno, decine di piante a rischio"

Crolla il cedro più antico di Villa Imperiale, c’era da metà Ottocento, lo volle la zia della principessa Sissi. Colpito da un fulmine, ha avuto il colpo di grazia dal maltempo di 20 giorni fa.
Ma è solo la punta dell’iceberg di un patrimonio storico e botanico che rischia di perdere, uno dopo l’altro, le piante più antiche e preziose. Il parco è quello della magnifica villa in centro a Galliera Veneta e l’allarme è lanciato da Adriano Panizzon, agronomo che partecipò ai lavori di restauro realizzati tra il 2007 e il 2010. Fu un investimento di un milione e 200 mila euro, sostenuto anche dalla Fondazione Cariparo. Ma ora si tratta di intervenire nuovamente. E con urgenza.
L’analisi dell’agronomo
Secondo l’esperto «in tutti questi anni è mancata una manutenzione straordinaria stabile: servono 100-150.000 euro all’anno. I lavori fatti sono stati anche costosi, però sono insufficienti e la moria delle piante e la caduta di piante storiche continua».
Il restyling di quasi vent’anni fa vide l’abbattimento di 700 piante su 1.700 e il reimpianto di altre 150: «Servirebbe aumentare le specie presenti, con nuove essenze, e procedere con una potatura e risanamento di cui hanno bisogno fra le 100 e le 200 piante».

Decine di alberi sono moribondi: «Possono cadere i rami, esiste un problema di sicurezza, nei fine settimana ci sono 200-300 persone, ed è bello che il parco sia aperto e accessibile». L’ultimo caso è quello del cedro storico, segnalato fin dal 1863 dal giardiniere di Maria Anna Pia di Savoia, già regina dell’Impero Asburgico e zia di Sissi, che acquistò la villa nel 1858. Le dimensioni raccontano da sole l’importanza dell’esemplare: «Aveva un diametro di 154 centimetri, pari a circa 5 metri di circonferenza». Un albero monumentale, una testimonianza vivente.
Un patrimonio storico
Il parco di Villa Imperiale è molto più di un semplice spazio verde: il complesso ha conosciuto diverse trasformazioni, fino ad assumere nell’Ottocento l’impronta del giardino informale, romantico e all’inglese, legata all’intervento dell’architetto e scenografo Francesco Bagnara.
Acqua, percorsi, vegetazione e scorci erano stati organizzati per creare un ambiente suggestivo, nel quale gli alberi costituiscono una parte essenziale della composizione. E il cedro secolare crollato si trovava proprio in quella che viene definita l’isola di Bagnara. «È un’oasi da tutelare», insiste l’agronomo, indicando anche una possibile strada: «Fare un consorzio, probabilmente di Comuni, che riesca a gestirlo accanto all’amministrazione di Galliera».
L’impegno del Comune
Il sindaco Italo Perfetti non nasconde la fatica: «Cerchiamo di fare il possibile. Il restauro del ponte costerà 120.000 euro, lo scorso anno abbiamo investito altri 70.000 euro per ripristinare i fossati, con la Cariparo abbiamo sistemato la pompeiana, la Pro loco con il suo impegno prezioso ci fa risparmiare 25.000 euro all’anno di taglio dell’erba. Siamo sempre con le antenne accese per intercettare nuovi fondi. Mi fa piacere», conclude il primo cittadino dell’Alta padovana, «vedere quanto sia apprezzato il parco. I vincoli per la manutenzione non sono banali, ci dobbiamo sempre attenere alle indicazioni della Soprintendenza».
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