Crolla un pannello al Bo, ma l’esame continua

PADOVA. Quaranta studenti si spremono le meningi sulle ragioni di opportunità del liticonsorzio (istituto del diritto processuale italiano) quando improvvisamente un pannello di metallo di quasi due metri si stacca dal muro e cade a terra con un grande frastuono, schivando uno degli allievi impegnati nella prova scritta di Diritto processuale civile.
È successo ieri mattina nell’aula di Giurisprudenza intitolata a Giuseppe Gabbin, eroe militare durante la prima Guerra Mondiale. Erano le 11.45. Il freddo polare filtrava dalla breccia e il pericolo, se non altro da un punto di vista statico, era evidente.
Ma i quaranta studenti sono dovuti rimanere tutti ai loro posti a completare la prova scritta. È chiaro che più di qualcuno s’è indignato. Qualcuno che non esita a parlare di “gestione indecente della sessione d’esame”.
«Con un buco di 2 metri sul muro in aula si gelava. Andirivieni continuo di addetti alla sicurezza, professori e segretari per isolare la zona. Tra l’altro stiamo parlando di un esame di 3 ore, il più impegnativo di tutto il ciclo di studi».
Il professore Marco De Cristoforo non era presente in aula. I suoi assistenti hanno ritenuto di continuare, nonostante gli spifferi, i transennamenti e le misurazioni.
L’aula è stata chiusa solo a prova ultimata e anche questo ha suscitato qualche perplessità. «Il pannello che si è staccato non era l’unico sopra i finestroni. Sarebbe stato logico evacuare l’aula, perché come ha ceduto quello potevano cedere anche gli altri», racconta un altro studente che chiede di rimanere anonimo. «Non capisco come hanno potuto prendersi un rischio del genere».
Il personale in servizio in facoltà, in evidente imbarazzo, ha cercato di minimizzare. «Qualcuno si poteva ferire gravemente se quel rivestimento gli finiva addosso», ragiona ancora lo studente.
Solo nel primo pomeriggio sono stati avviati gli accertamenti tecnici per capire le cause dell’improvviso distacco. Sbalzo termico. O forse semplicemente usura dei materiali.
Due tecnici dell’area edilizia hanno eseguito il sopralluogo e si sono messi al lavoro per riparare il danno. «Avete il pomeriggio, per domani deve essere a posto» esortava ieri pomeriggio una segretaria accompagnando i due nell’aula Gabbin, al piano terra del palazzo del Bo.
Nelle stesse ore, tra i quaranta studenti che hanno sostenuto la prova scritta in condizioni non proprio favorevoli, si è scatenato un gran chiacchiericcio. E qualcuno si è tolto la voglia di rendere pubblico l’inconveniente (per usare un eufemismo) contattando il mattino.
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