Cadoneghe, impiegato trovato morto nell’ambulatorio in cui lavorava: aveva 42 anni

Fabio Sorgato, di Sant’Angelo di Piove, lavorava per il Gruppo Veneto Diagnostica e Riabilitazione a Cadoneghe. Sposato con una consigliera comunale di maggioranza era papà di un figlio undicenne

Giusy Andreoli
Fabio Sorgato
Fabio Sorgato

Si sente male appena arrivato al lavoro e per riprendersi si sdraia sul lettino di un ambulatorio. Pochi minuti dopo una collega lo trova privo di vita. È morto così Fabio Sorgato, 42 anni, residente a Sant’Angelo di Piove.

La tragedia si è consumata ieri mattina all’interno di Gvdr, il Gruppo Veneto Diagnostica e Riabilitazione di via Gramsci a Cadoneghe, noto centro sanitario privato tecnologicamente avanzato.

Un luogo dove le persone si curano, per questo il decesso di Sorgato è ancora più sentito. «Siamo sconvolti», dichiara Giuseppe Caraccio, dirigente sanitario e presidente di Gvdr, «è proprio vero che la vita è attaccata a un filo».

Secondo quanto accertato, ieri mattina Fabio Sorgato è arrivato al lavoro alle 7, come al solito, ed era salito al secondo piano della struttura.

Preferiva arrivare presto: seguiva la branca della medicina del lavoro e organizzava tutte le attività collegate insieme ad altre due persone. Iniziava caricando sul pc l’attività lavorativa della giornata.

Una ventina di minuti dopo è arrivata una collega e si è accorta subito di qualcosa di inusuale. Perché gli occhiali e il portafoglio di Sorgato erano sulla scrivania della stanza.

Soprattutto gli occhiali non li toglieva mai. La collega ha cominciato a cercarlo e, aprendo la porta dell’ambulatorio, lo ha trovato.

Sorgato era disteso sul lettino e non dava segni di vita. La collega ha anche tentato di rianimarlo, ma ha capito che era purtroppo inutile mancando ogni segno di vitalità. Ha allertato subito dopo il 118.

In via Gramsci è arrivato il Suem con il personale medico d’urgenza, a cui si è aggiunto un medico della struttura, ma ogni tentativo si è rivelato ancora una volta inutile.

«La collega che lo ha soccorso ha frequentato il corso di rianimazione, è anche intervenuto un nostro medico, purtroppo non c’era più nulla da fare», commenta con tristezza il direttore sanitario Caraccio, «è stato fatto in modo di far intervenire con riservatezza una ditta di onoranze funebri, che ha portato la salma di Sorgato in obitorio. Probabilmente verrà disposta l’autopsia perché va capito il motivo di questo decesso. Sorgato aveva solo 42 anni e le cause vanno chiarite».

Sotto choc tutti i colleghi del Gvdr, in molti hanno pianto nell’apprendere la notizia.

È grande il cordoglio di tutta la struttura per la perdita di un lavoratore stimato e benvoluto. «Era una persona buona e mite, è incredibile», aggiunge Caraccio.

Al Gvdr sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno provveduto a far avvertire la moglie di Sorgato, Morena Davide.

Fabio Sorgato abitava a Sant’Angelo di Piove ed era molto conosciuto. La moglie è consigliera comunale di maggioranza, eletta il mese scorso nell’Amministrazione della sindaca Angela Furlanetto.

«Ogni mattina Fabio e Morena si sentivano al telefono appena arrivati ai rispettivi posti di lavoro», racconta la prima cittadina, «ma giovedì mattina lui non rispondeva al telefono e Morena si era molto preoccupata. Poi nell’azienda dove lavora sono arrivati i carabinieri per informarla dell’accaduto. È stato un momento drammatico, Morena mi ha chiamato se potevo raggiungerla a casa dei genitori che tenevano il figlio di 11 anni. E ci siamo trovati lì».

Angela Furlanetto e la famiglia Sorgato sono amici da tantissimi anni. «Siamo sconvolti, ci domandiamo tutti come può essere successo. Fabio era stato anche un atleta e non aveva nessuna patologia. È una cosa allucinante, ci siamo visti anche l’altra sera, una persona giovane, che non aveva problemi di salute, mai avuti credo».

Fabio Sorgato faceva molto volontariato in paese con l’associazione “Se ci vivi”, che si occupa principalmente di iniziative sociali, culturali e di valorizzazione del territorio, tra cui progetti di raccolta di memorie storiche e di inclusione rivolti in particolar modo agli anziani.

Metteva il suo tempo a disposizione della comunità. Una pietra miliare, sempre disponibile con tutti, se c’era da lavorare lui era il primo a proporsi.

«Una bella famiglia», afferma un’amica, «molto legati, sempre insieme. Per Morena e il loro bimbo è una grande tragedia».

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